venerdì, 21 dicembre 2007
Corso intenso alla ‘vecchio ordinamento’, ingegneria allo stato puro
Chiedetelo, qui in facoltà, quale sia il corso più difficile o quantomeno il più lungo da studiare qui ad ingegneria delle telecomunicazioni, laurea specialistica.
In non pochi risponderanno teoria dell’informazione, il corso ‘emblema’ del ramo dell’ingegneria dell’informazione, con numerosi teoremi riguardanti, appunto, la trasmissione dell’informazione (non si fa mai riferimento a segnali o a modulazioni specifiche, a testimonianza della generalità e dell’universalità degli argomenti trattati).
E in effetti è un peccato, perché un corso così importante, quanto specifico nella branca delle telecomunicazioni, dovrebbe essere definito ‘illuminante’, o quanto meno ‘rassicurante’.Ma evidentemente influisce troppo il metodo, eccessivamente rigoroso, di spiegazione del docente, il prof. Marco Lops.
Barba incolta e cinismo alla Dottor house, erre moscia un po’ snob, occhialini e linguaggio forbito alla Paolo Bonolis e farcito di anglismi, il prof. (foto a fianco), docente anche di teoria dei fenomeni aleatori, molto competente (e apprezzato da molti per questo) e completo nelle spiegazioni, non riesce ad usare un linguaggio alla portata di tutti e quindi ad ‘ammorbidire’ un corso che di per sé è piuttosto complicato, alla ‘vecchio ordinamento’.
Lo sforzo di comprensione diventa al limite del sostenibile per molti studenti, come testimoniano i tanti registratori vocali presenti sulla cattedra. Solo dopo essere ritornati a casa e sbobinato la lezione, si riescono a capire (e sicuramente non senza sforzo) i non semplici passaggi matematici (non sono pochi i riferimenti a concetti di geometria studiati diversi anni prima).
Inutile aggiungere che mai mi è capitato di stare così per tanto tempo sui libri per poter studiare un esame prima di questo: tre mesi praticamente pieni, tempi, appunto, da esame da vecchio ordinamento. Tre mesi, grazie a Dio, ripagati da un ottimo 29 (domande: water filling, disuguaglianza di Kraft, disuguaglianza di Kraft estesa, teorema del trattamento dati, con una piccola sbavatura sul finale: “Con la trasformata di Fourier perdo informazione”?).
Ma è lo stesso docente ad ammettere, più volte, durante le lezioni, la complessità dell’esame e la lungaggine dei tempi di studio del corso (oggi, per la cronaca ero solo io a sostenere l’esame, cosa mai successa prima d’ora, fra tutti gli esami sostenuti nella ‘finestra’ immediatamente successiva il termine delle lezioni), seppur supportati dall’ottimo libro Cover, Thomas - Elements of Information Theory (in inglese):
si tratta di “un corso molto astratto perché è generico, è un corso estremamente ingegneristico. [...] E’ un utile astrazione di cose concrete. [..] Fa capire veramente cosa si è fatto nei corsi precedenti. E’ un momento di sintesi, di approfondimento delle conoscenze passate.”.
si tratta di “un corso molto astratto perché è generico, è un corso estremamente ingegneristico. [...] E’ un utile astrazione di cose concrete. [..] Fa capire veramente cosa si è fatto nei corsi precedenti. E’ un momento di sintesi, di approfondimento delle conoscenze passate.”.
Un corso esauriente, o meglio, se mi permettete la battuta, un corso da esaurimento. Nervoso, obvious.
Scritto da: Riccardo Galletti alle ore 16:56 | commenti (13)
categoria: cassino, ingegneria, universitĂ
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