Corso ‘pratico’ con poche formule, ma occorre la ‘forma mentis’ del (quasi) ingegnere
Domani si ricomincia. Ripartono le lezioni del 3° quadrimestre, qui ad Ingegneria a Cassino: nemmeno il tempo di riposarsi e mettere in ordine un po’ le idee, qualche decina di ore dopo l’ultimo esame.
Misure elettroniche per telecomunicazioni 2 (continuazione del corso ‘
misure elettroniche 1’ della triennale) si tratta dell’ultimo (in ordine di tempo) corso obbligatorio della laurea specialistica di ingegneria delle telecomunicazioni.
Non a caso, infatti, l’approccio a questo esame è diverso rispetto ai corsi precedenti della laurea specialistica, ricchi di formule, dimostrazioni e teoria, ma scevri di praticità e applicazioni a casi reali: qui, invece, l’aspetto pratico e progettuale si tocca con mano, grazie alle misure reali effettuate su strumenti come analizzatori di spettro e vsa (addirittura portati direttamente in aula dal giovanissimo docente del corso, Gianfranco Miele, al suo esordio nella cattedra del corso, in sostituzione del prof. Angrisani, docente dell’anno scorso) e l’utilizzo di software come
Matlab (ambiente già conosciuto, comunque, grazie ad alcuni corsi precedenti) e
Labview.
Un corso, insomma, che, seppur non richiede un background teorico particolarmente specifico, è comunque da non prendere alla leggera; in parallelo alla parte teorica (in cui