lunedì, 31 luglio 2006
Alla fine mi sono fatto convincere e sono andato, ieri, a trovare Dauìd, appena promosso bagnino comunale nel litorale di Scauri.
La posizione del classico ombrellone rosso da assistente bagnante è a dir poco atipica: al posto della tradizionale sabbia decine di pietroni a formare una vera e propria scogliera rialzata.
E sui lastroni imbollentati dal sole c’è lui, il neo - brevettato Dauìd (ad assisterlo anche una giovane bagnina appassionata lettrice, Alessia), con uno scarna attrezzatura: appena due sedie, un salvagente, un ombrellone e un mezzo marinaio (un rampone), e ovviamente, a poca distanza, l’immancabile pattino.
Dovranno ancora arrivare le pinne, dei walkie-talkie, e il simbolo di ogni bagnino che si rispetti, la canotta rossa con la scritta ‘Assistente bagnanti’.
L’evidente stato di confusione organizzativa ha però un motivo: la presenza dei due bagnini fa parte di un progetto sperimentale lanciato dalla Regione Lazio (il cosiddetto Piano Marrazzo) solo quest’anno, per cui il resto dell’attrezzatura arriverà a giorni.
“E’ quasi una pacchia” mi dice Dauìd, “una controllatina ogni tanto al mare, poi il resto del tempo sto seduto, sotto l’ombrellone, e mi metto a studiare per l’esame che dovrò fare a settembre. Attacco a lavorare alle 9.30 – 10.00, e smonto alle 17.40. Il tutto per 30 euro giornaliere, cifra per cui avrei dovuto sgobbare facendo il cameriere o l’addetto al volantinaggio”.
Dauìd il tempo per farsi un bagno lo trova pure, anche se le acque della spiaggia di Scauri sono tutt’altro che limpide: assorbenti, bottiglie, mucillagini, buste di plastica, alghe sono i protagonisti di ogni tuffo a mare, qui. Altro che Gaeta, Sperlonga e Terracina.
Eppure la gente, nonostante l’orrido stato delle acque, palesemente non balneabili (anche se non c’è nessun cartello in merito, altrimenti gli stabilimenti sarebbero già belli che falliti), continua a sguazzare nel putridume: proprio dietro la postazione sopraelevata di Dauìd e Alessia scorre la fogna, che scarica direttamente a mare, e a pochi metri dalla scogliera famigliole intere si divertono allegramente a fare il bagno, come maiali nel fango, mentre orde di cefali morti vengono ballonzolati a riva, e prontamente raccolti (a mani nude, perché gli manca un retino o dei guanti) da Dauìd.
Il sottoscritto, comunque, vinto dal caldo, ha preferito immergersi a debita distanza dalla zona delle acque nere, non riuscendo ad evitare, però, fastidiosi pruriti a braccia, gambe e schiena.
Aggiungiamoci pure l’effetto ustionante del sole, sono rosso come un peperone..
Meglio dire addio al sole, almeno per una decina di giorni… poi solo bagni da Gaeta in su e crema protezione 50..
Scritto da: Riccardo Galletti alle ore 21:13 | commenti (5)
categoria: my life, personaggi, bagnino, gaeta
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