Bene. Dopo vari giorni di scontri, dibattiti, promesse, prese in giro e persino parolacce è finalmente giunta al termine questa lunga campagna elettorale.
Prodi o Berlusconi? Io un’ideuzza su chi vincerà ce l’ho, ma non è di questo che voglio parlare.
Preferisco porre l’attenzione su un altro punto: i risultati.
La vittoria di una coalizione piuttosto che dell’altra potrà avvenire con anche UN solo voto di scarto.
Ridicolo, estremamente ridicolo. Come è assurdo che un sindaco, qualche tempo fa, abbia vinto le elezioni in una città (credo Trento, correggetemi se sbaglio) di svariate decine di migliaia di abitanti per solo 7 VOTI.
Non sto parlando di brogli elettorali, ma piuttosto di errore umano.
Nello scrutinio, nel decidere voti corretti e nulli, si possono infatti compiere errori: sono stato scrutatore per diverse volte, quindi questo lo posso dire con certezza.
In un seggio può capitare un presidente ‘più accomodante’ di altri, che solo per accelerare le procedure di spoglio, tralascia piccole imperfezioni che in un altro seggio un presidente più rigoroso giudica come rilevanti per l’annullamento del voto stesso.
Mi è persino capitato di vedere un voto ad un candidato conteggiato male e dato al candidato dell’altra parte politica, semplicemente perché altrimenti ‘i conti non tornavano’ e si sarebbe dovuto rifare il conteggio dei voti validi.
Insomma, ripeto, non parlo di brogli, ma di imperfezioni nel giudizio: un po’ come un guardialinee che giudica un fuorigioco che non c’è, ma non si saprà mai se quell’azione avrebbe poi portato ad un effettivo goal.
E di queste imperfezioni ce ne sono, eccome: direi che statisticamente capita che almeno una scheda di voto valido ogni due seggi elettorali venga dichiarato nullo (o viceversa) o dato ad un altro candidato.
Sembra in apparenza poco, ma facciamo due calcoli, anche alla carlona:
in Italia siamo 60 milioni di persone, facciamo 45 milioni di aventi diritto al voto (ho escluso minorenni e immigrati, e forse sto valutando per difetto).
Non so quanti seggi elettorali ci sono in Italia, facciamo una sezione ogni 1000 abitanti, e dunque 40- 45 mila seggi.
Probabilmente ne saranno molti di più, ma valutiamone 40.000.
Dunque almeno 20000 voti (un voto ogni due sezioni) saranno giudicati per quello che non sono, ovvero quelli della coalizione A vengono dati alla coalizione B e viceversa.
Ovviamente teniamo conto dell’effetto di compensazione, cioè i voti del centrodestra dati al centrosinistra possono equipararsi con quelli del centrosinistra dati al centrodestra: alla fine di questi 20000, diciamo un quarto (5000) fanno pendere l’ago della bilancia erroneamente da una o l’altra coalizione.
Da sottolineare che mi sto limitando a ragionare solo a livello nazionale, per la vittoria di Prodi o Berlusconi.
Dunque, ricapitolando: su 25 – 30 milioni di voti o anche più a livello nazionale, 5 o 6000 voti di scarto (lo 0.002%, praticamente le briciole) è il valore minimo (ma veramente minimo) che dovrebbe segnare la vittoria di una coalizione o di un’altra.
Invece per vincere basta anche un solo, minuscolo voto.
Non vi sembra ridicolo, tutto cio’?
Scritto da:
Riccardo Galletti alle ore 18:15 |
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