domenica, 29 maggio 2005
Flacca bloccata, dodicimila sfollati, negozi chiusi, coprifuoco serale:
una città fantasma
una città fantasma
Bomba a Formia, è emergenza totale
E’ stata ritrovata a Formia in località Castellone una bomba della 2° guerra mondiale di 250 chili.
La notizia, detta così, sembra un dejà – vu.
In effetti, appena due anni fa, avevo scritto un post sullo stesso argomento.Stessa zona, quella del centro storico, con migliaia di evacuati ospitati in alberghi, palestre e scuole della città.
Ma se due anni fa, fino a poche ore prima dell’eliminazione della bomba, si è vissuto praticamente in tutta tranquillità (solo un cartello nella zona del ritrovamento, con la scritta ‘attenzione bomba inesplosa’), questa volta la situazione è di pura emergenza, anche se assurdamente ignorata dai mass media.
L’ordigno, incautamente toccato dall’escavatrice di un operaio, è ad innesco chimico, (e non una bomba chimica: non alimentiamo falsi allarmismi) e, secondo gli artificieri, occorre attendere non meno di sei giorni prima di farla brillare.
Inevitabile la chiusura di mezza Formia, diventata in questi giorni una vera e propria città fantasma:
l’affollatissima via Vitruvio, strada principale costellata di negozi e bar è un deserto surreale, così come la via Flacca, interdetta al traffico fino a lunedì, giorno in cui avranno luogo le delicate operazioni di brillamento della bomba.
Nel frattempo, treni bloccati sulla Roma – Napoli e dirottati sulla tratta di Cassino,
Nel frattempo, treni bloccati sulla Roma – Napoli e dirottati sulla tratta di Cassino,
negozi chiusi, e migliaia di sfollati (che superano ampiamente la quota di diecimila), tra cui anche alcuni colleghi di facoltà, costretti ad andare da parenti e amici, o ospitati in alberghi dei paesi limitrofi.
Sul blocco della Flacca, arteria vitale per il collegamento del sud pontino, si è per giorni discusso: fino all’ultimo il sindaco Bartolomeo si è opposto (anche Tmo ha trasmesso un’accorata telefonata del sindaco formiano che, poi è intervenuto il Prefetto.
“Una tragedia”, mi dice una signora, “ho mio marito che deve andare a Fondi ogni giorno per fare la dialisi. E ora come devo fare? E’ una questione di vita o di morte...”.
Altri pensano diversamente, e voterebbero per una parziale chiusura estiva della Flacca anti mao – mao (tradotto: i turisti casertani cafoni).
Comunque sia, tutta questa emergenza mi pare un po’ eccessiva.
D’accordo per l’isolamento di Castellone, via Vitruvio e zone limitrofe, ma almeno una corsia della Flacca con traffico alternato nei due sensi di marcia potevano farla rimanere.
Il capolinea degli autobus è stato spostato dalla stazione al porto di Formia, ma con il blocco della Flacca praticamente chi viene da Gaeta è costretto a fermarsi a Vendicio e proseguire a piedi (sempre che non venga fermato da qualche carabiniere) oppure andare a Gaetavecchia e di qui imbarcarsi sui traghetti messi a disposizione per l’emergenza, fino al porto di Formia.
Io partirò domani per Cassino, sperando che il viaggio non sia un’odissea.
Ultimi aggiornamenti dal comune di Formia – notizie di Telefree.it
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Chissà perché, tra tutti i possibili alberi che costeggiano strade e marciapiedi qui a Cassino, un gruppo di vespe girovaghe abbiano scelto proprio l’albero sotto casa mia, all’incrocio tra via Arigni e corso della Repubblica.