sabato, 29 gennaio 2005
Aveva da poco terminato di rintoccare mezzogiorno, il grande e rimbombante campanile della chiesa di Sant’Antonio, a due passi da casa.
Lancio un’occhiata al vetro appannato del balcone: sta nevicando.
Già, la neve è arrivata anche a Cassino, anche se solo per poche decine di minuti.
Meraviglioso.
Uno spettacolo affascinante, quello della neve, specie per me, che vivendo tutto l’anno in un paese di mare, non ci sono affatto abituato.
Fiocchi bianchi, leggeri come bambagia, che istantaneamente fondono al contatto del suolo. E poi sempre, sempre di più.
Un’atmosfera onirica, che mi riporta a quel giorno di tre anni fa: nevicò tanto che si bloccò la superstrada, gli operai della Fiat non poterono raggiungere l’industria.
Io stavo ritornando a casa, a Gaeta. Ad un certo punto si fermò l’autobus. Ma, anziché aspettare lo spazzaneve, decisi di scendere e proseguire a piedi: fu un’odissea, che raccontai un anno dopo, sul blog.
Un’atmosfera onirica, che mi riporta a quel giorno di tre anni fa: nevicò tanto che si bloccò la superstrada, gli operai della Fiat non poterono raggiungere l’industria.
Io stavo ritornando a casa, a Gaeta. Ad un certo punto si fermò l’autobus. Ma, anziché aspettare lo spazzaneve, decisi di scendere e proseguire a piedi: fu un’odissea, che raccontai un anno dopo, sul blog.
Ho i brividi ancora a pensarci. Brividi di freddo.
Ma, nonostante questo, che bella la neve.


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