Ho incontrato due giorni fa, al mio ritorno a casa per il weekend, il mio prof. di matematica delle superiori,
Damiano ‘Mianino’ Di Ciaccio. Si è parlato ovviamente di università , sono spuntati fuori vecchi ricordi dei suoi studi accademici (“il primo anno sono riuscito a fare solo due esami, geometria e fisica. Facevo scienze nautiche a Napoli, poi ho cambiato e ho deciso per matematicaâ€), poi la fatidica domanda: “E’ cambiato qualcosa nel frattempo, professò? Nella scuola, intendo... Hanno ampliato la vecchia ragioneria?â€.
Un sorrisetto, e alzando le spalle e scuotendo le spalle, mi risponde di no e mi saluta. Già , è vero. Certe cose sembrano non cambiare mai, ed alcune proprio rimangono immutate come certe vecchie fotografie mezze ingiallite nell’album di famiglia.
Altre, invece, ti si ripresentano, in forma un po’ diversa, suscitando impressioni del passato. Ricordo le lezioni di vita (no di matematica, badate bene) del prof. appena rincontrato, sempre oberato di impegni, sempre diviso tra i suoi due o tre lavori , che veniva in classe sempre con mezz’ora di ritardo, sempre con la
voglia di raccontare qualcosa, di dibattere, di esporsi, di fare comizi.
I ricordi ritornano, e ora all’università mi è capitato un altro, e molto (ma molto molto molto) più grosso, ‘
pezzo da novanta’ della politica. A differenza del prof. della ragioneria, però, lui è costretto a far lezione, e così per recuperare deve correre come un ossesso per fare in tempo.
Forse sarebbe meglio che qualcuno facesse capire loro che l’insegnamento non è un hobby. Deve essere un impegno, e magari una passione, ed un servizio per chi apprende.
Altrimenti meglio fare solo gli onorevoli, e basta.