Grande confusione in questi giorni, all’università .
Pagamenti e modelli Isee a parte, il grande problema è il Paf, il piano di studi che ogni studente del terzo anno di Ingegneria delle Telecomunicazioni qui a Cassino deve presentare in segreteria didattica.
Quest’anno, così come l’anno scorso, il problema è questo: c’è poca libertà di scelta, con un binomio insicindibile Antenne- Propagazione.
Sei i corsi a scelta: laboratorio di compatibilità elettromagnetica industriale, materiali per telecomunicazioni, Fibre ottiche, Antenne, Propagazione.
Premetto che davvero non so cosa scegliere, e un po’ di delusione c’è.
Totalmente mancante un corso di informatica, come se le telecomunicazioni ed informatica potessero viaggiare separati.
E, ancora più scandaloso, manca fra i corsi a scelta uno di telecomunicazioni (ovvero una disciplina formante sui segnali e sulla loro trasmissione), attività ovviamente caratterizzante, qui ad ingegneria delle telecomunicazioni.
Un buco preoccupante, che verrà riparato solo tra due anni, quando verrà introdotto un corso a scelta di telematica.
Ma, fino ad allora, per gli studenti mancherà una valida alternativa alle due materie Antenne e Propagazione, che peraltro sono addirittura indivisibili (Antenne è propedeutico per Propagazione). E a chi non piacciono i campi elettromagnetici (come al sottoscritto)? S’attacca, o quasi. Il corso di fibre ottiche è out (sempre di campi elettromagnetici si tratta) e addirittura è una ridondanza: il corso è obbligatorio nel primo anno della specialistica.
â€Fibre ottiche? Inutile inserirlo nel Paf, tanto non te lo fanno fare†mi dice lo Zio. Dunque i sei corsi a scelta in realtà sono cinque.
Escluse per intolleranza alla materia l’odioso binomio Antenne-Propagazione, rimangono due corsi di laboratorio di elettrotecnica (Lab. Di comp. Elettrom. Ind. e Sistemi elett., per Tlc) , e uno di chimica (Materiali per Tlc).
I non addetti ai lavori potrebbero domandarsi perché solo pochi scelgono i corsi di laboratorio. Presto detto: qui ad Ing. Delle Tlc, le materie ‘pratiche’ sono poche ( e questo non lo dico io, ma un
prof. in persona) .
E dunque gli studenti reagiscono ai due corsi di laboratorio con diffidenza, quasi li ritenessero ‘inadatti' alle tipologia di studi che hanno intrapreso: ecco spiegato perché tutti si buttano a pesce su Antenne-propagazione.
Molto meglio la disponibilità di scelta al termine degli studi della
specialistica, dove c’è una buona suddivisione ed equilibrio tra corsi elettronica, informatica, telecomunicazioni, campi elettromagnetici, matematica, fisica, laboratorio e diagnostica, fisica e anche economia.
Un abbondanza dove addirittura ci si può perdere, e più che utile è stata l’introduzione degli indirizzi radiocomunicazioni, telerilevamento e telematica.
Ma, tornando alle scelte della laurea triennale, ci si deve accontentare di prendere il meno peggio, piuttosto che il più utile.
Personalmente propendo per Materiali per Tlc (un corso–base di chimica, che mi incuriosisce dato che praticamente tranne qualche reminescenza scolastica e pochissime nozioni della struttura di atomi e molecole affrontate in elettronica, praticamente sono del tutto nuovo alla materia) e Sistemi elettrici per Tlc (anche se l’elettrotecnica non mi attira più di tanto, ma comunque sapere qualcosina su cavi, fusibili, relè, impianti elettrici non credo faccia male).
E poi, quasi dimenticavo, ci sarebbe anche l’altra opzione. Una ‘alternativa alle alternative’: il tirocinio.
Ma qui c’è poco da dire: se uno sceglie di continuare gli studi e di fare la specialistica, meglio evitarlo, in vista del tirocinio dell’ultimo anno, valevole cinque crediti.
Se però non si hanno le idee chiare, meglio non rischiare: si andrebbe incontro al triste destino del laureato dei tre anni, con un pezzo di carta (quasi) inutile e nessuna esperienza diretta col mondo del lavoro....
Scritto da:
Riccardo Galletti alle ore 11:31 |
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