La diretta a Tmo , tra la crisi politica e la provocazione delle mutande
E’ crisi profonda nella giunta di centrodestra a Gaeta, dopo le dimissioni di Giuseppe Matarazzo, presidente del Consiglio Comunale e l’azzeramento delle deleghe agli assessori, cui è stato costretto il sindaco Magliozzi. La destituzione arriva in periodo particolarmente difficile per l’esecutivo locale, già vacillante dopo l’inserimento di alcuni esponenti dell’opposizione che ha destato non poche polemiche.
Dell’argomento è stato ampiamente parlato ieri sera a Telemonteorlando, la prima telestreet d’Italia, nella usuale diretta 22 del lunedì sera.
Diverse sono state le telefonate arrivate in studio, molti anche gli auguri a Ciano, l’inventore dell’emittente che ieri sera ha compiuto 57 anni. Critiche in sintesi le opinioni dei gaetani che hanno fatto sentire la loro voce; tra queste, due personalità illustri nel panorama cultural-politico della città : Ersilia Vitiello e il prof. Antonio Cesarale, prof. e preside, rispettivamente, dell’istituto tecnico frequentato fino a qualche anno fa. La pietra della scandalo è il breve video dell’intervista al sindaco Magliozzi, proprio in una pausa del seguitissimo consiglio comunale di ieri, in cui si è concretizzata la crisi con le sopraindicate destituzioni e dimissioni.
“Berlusconi ha fatto dei proseliti†denuncia la Vitello, “il sindaco ha minimizzato la crisi e ha fatto ‘la lista della spesa’†elencando le cifre dei finanziamenti ottenuti per le grandi opere in progetto, tra cui, (ma il condizionale qui è d’obbligo) l’acquisto della zona dell’ex-Avir, quella che decenni fa era la vetreria, a ridosso del quartiere Serapo, a due passi dal mare.
In effetti le dichiarazioni della massima carica cittadina sono state evidentemente fin troppo tranquillizzanti per non destare perplessità . Si tratta veramente di ‘mini crisi’? Si andrà verso la costituzione di una nuova giunta oppure si avranno nuove elezioni?
L’interrogativo resta in sospeso. L’intervento del già citato Cesarale, (così come l’arringa finale di Ludik, in studio assieme a Ciano e Brengola) mette in risalto la ferocia di Magliozzi contro una scarna sinistra, corresponsabile della caduta di Matarazzo.
C’è il tempo per leggere qualche mio provocatorio sms e anche per parlare (e quando mai) dei Borbone e si viene a sapere dal solito Ciano che Luisa Sanfelice, la cui storia era stata oggetto di un film tv in onda su Raiuno, è in realtà una mezza prostituta agli onori della storia. Ma il bello deve ancora arrivare...
L’ultimissima parte della diretta ha, infatti, per protagonista la strana telefonata di Mauro Di Nitto (il
dottor Skiripillinzi già citato in un post di qualche mese fa), titolare di una nota impresa familiare di volantinaggio presso la quale (sempre più saltuariamente, a causa degli impegni di studio) lavoro nei momenti liberi.
Nel suo lungo intervento Mauro esordisce, con la voce rotta dall’emozione con la consapevolezza di una crisi gaetana latente da tempo, e non solo per motivi squisitamente politici: “Il tessuto sociale gaetano è inesistente, non c’è niente per i giovani, non c’è lavoroâ€.
Dalla simbolica tazza di cioccolata di qualità scadente ‘il piccolo imprenditore’, (tanto per citare la sua presentazione ai microfoni di Tmo) prosegue con una provocazione, purtroppo non capita dai presenti in studio: “Mettiamoci tutti in mutande†ha sbottato al telefono “per riappropriarci delle piazze e dei monumenti che non sono nostriâ€.
Insomma, una seconda Scanzano ma in chiave più clamorosa.
Il difetto nell’eloquio di Mauro è aver approfittato dei minuti della diretta per fare un elenco ai limiti dell’incomprensibile dei problemi che affliggono la quotidianità della vita, problemi frutto della stasi creativa ed organizzativa di un paese destinato a diventare un rifugio per anziani: “C’è la vergogna delle proprie ideeâ€.
Il risultato è un minestrone di denunce e di frasi fatte e non buttate lì a caso: il viso dello showman Brengola comincia a corrugarsi per l’impazienza.
Mauro sembra non finirla più, e al momento di salutare sottolinea l’indicibile: Tmo è abusiva. “Siete abusivi, la frequenza 42 è di Telecittà , un emittente di Sant’Elia Fiumerapido, nel cassinateâ€.
E’ bufera. Ciano, provocato dalle parole, comunque ironiche, di Mauro ribatte sonoramente con la ‘legalità ’ comprovata dal doppio esame da parte di inviati del ministro Gasparri, l’abusivismo dell’etere da parte di Rete quattro, un’analisi dettagliata della legge Mammì; Brengola, diventato una pentola in ebollizione, per la prima volta in video esplode con una rabbia insolita al suo savoir faire e minaccia di chiudere la telefonata; persino la regia interviene parlando personalmente con Di Nitto, che passa, ingiustamente, per un pazzoide in vena di pubblicità . La telefonata si interrompe. Seguirà , tanto per calmare i toni l’intervento bigotto della vecchina del centro anziani “non date retta a queste persone che si vogliono mettere in mutandeâ€, e il riscatto dell’orgoglio ferito dello stesso Mauro: “non sono un imbecille. La mia è stata una provocazioneâ€.
Pace fatta con Brengola, che ritrova il sorriso, ed invito ad una discussione dell’argomento in studio, magari con il ‘Kitab’ D’Arienzo.
E speriamo che la gente a casa abbia più senso della vecchina.