martedì, 30 dicembre 2003
Domani passerò un San Silvestro leggermente diverso dal solito.
Per la prima volta lo passerò fuori da Gaeta. Niente di particolare, nessun tour miliardario all'estero, starò solo a duecento chilometri da qui, nella capitale.
Già, perché per mia sorella, infermiera al Sant’Eugenio, si prospettava un capodanno davvero angosciante. Il primo dell’anno turno di lavoro, a partire dalle sette di mattina.
E domani, giorno della vigilia, la notte più pazza dell’anno? Sola come un cane. Il ragazzo a cena con i suoi e poi a far festa in piazza, e lei in piena solitudine, nella casa presa in affitto, e ovviamente vuota delle sue coinquiline, tutte dai parenti per le festività. Che tristezza.
L’alternativa era mendicare un posto a tavola dai suoceri di un collega, oppure una stressante serata-lampo kamikaze, del tipo scendo-a-Gaeta-faccio-il-cenone-alle-19.30-parto-alle-22.00-e-ritorno-a-Roma-a-mezzanotte. Col rischio di beccarsi qualche petardo in faccia. Troppo per le coronarie di mia madre. E così, è in situazioni come queste, che può accadere qualcosa di straordinario, come smuovere quella pantofolaia incallita di mia madre (che a forza esce di casa solo il mercoledì a fare trecento metri per andare al mercato, e poi basta) a partire per Roma. E il mezzo miracolo è che si è convinta da sola.
E così, cari miei, eccomi qua. Domani sarò a Roma, dunque, a far compagnia a mia sorella. Pochi, ma buoni.
Tanti auguri. Buona sciusciata a tutti gli sciusciatori gaetani. Buon Capodanno a tutti e felice anno nuovo. E mi raccomando (come dice Giggi D’Alessio):
E facitem’ ‘stu favor’, il giorno dopo non pigliat’ da terr’ glie’ bott’. Pecché glie man’ servono p’suonà. (Vabbè, non dice proprio così, ma il senso è quello...).
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Riccardo Galletti alle ore 20:20 |
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Dopo quasi tre mesi, ritorno per una giornata alla faticosa attività di volantinaggio. Dico faticosa, e lo ribadisco, per me ex-jogger (che bei tempi, i lontani 78 chili) ormai sedentario obbligato. Di tanto in tanto, sì, faccio quelle due volte a settimana una mezz’oretta di tapis- roulant, ma è poco per riabituarsi ai ritmi da sette-otto ore di cammino, con tre chili abbondanti di volantini sul braccio sinistro.
Qualche novità, soprattutto le facce nuove dei colleghi: disoccupati incalliti, trentenni alla deriva, napoletanacci insolenti che mettono incinta la ragazza a vent’anni.
E poi c’era lui. Il
Caporale, il Pietro della comitiva di
Haitan e
Tatore Souvenir. Da Scauri a Formia e ritorno, con l’autobus per stare alle sette e venti in piazza Mattei. E questo per venti euro e rotti.
Lui, che aveva un futuro dinanzi a sé. Già lo vedevo, con quell’uniforme dell’esercito, orgoglioso, amante della vita militare, pronto per far carriera e riempire la sua divisa di stellette.
Poi, un giorno l’ho visto in borghese, cerotto bianco sul naso, sguardo spento, avvilito. Gli ho domandato che ne aveva fatto della sua divisa. “Sono stato congedato” mi rispose, gelido come il ghiaccio.
Ci sono rimasto male, sapete. Come quando programmi la vita di qualcuno, e quel qualcuno, invece, fa tutt’altro, deludendoti. E allora un in bocca al lupo per un futuro migliore, Caporale.
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Riccardo Galletti alle ore 20:14 |
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giovedì, 25 dicembre 2003
Cenone della vigilia. Gran bel cenone, devo dire. Nulla di sofisticato, ma comunque veramente buono.
- Stuzzichini di gamberetti;
- Spaghetti con le vongole;
- Cernia in umido;
- Purè di zucca;
- Frutta secca, ricciarelli e roccocò;
Il tutto innaffiato da abbondante Orvieto (pasto) e Moscato (dessert).
Insomma, mi sono mantenuto leggero, dai. Il panettone, il pandoro e il torrone non li ho toccati affatto (una fetta a pranzo, ma nulla più).
Tanti auguri, cari lettori affezionati e improvvisati. E non mangiate troppo, sennò diventate come me.
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Riccardo Galletti alle ore 16:27 |
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mercoledì, 24 dicembre 2003
Fuori fa un freddo cane, in tasca non ho un centesimo e in tivù non trasmettono nulla di interessante. E per di più in videoteca hanno fatto incetta di dvd e videocassette. “The hours?” “E’ fuori”.
“L’acchiappasogni?” “Purtroppo mi hanno smarrito il pacco con le videocassette” “Una settimana da dio?” “E’ già stato noleggiato da un altro” “Frida” “Niente da fare, fuori”. Di novità di dicembre, nemmeno a parlarne. Se sarò fortunato potrò vederle a febbraio. Alla fine mi accontento di una pellicola di fantascienza “The Core”, <> leggo sull’opuscoletto mensile delle presentazioni delle novità di settembre.
Non è male, e poi i film catastrofici mi sono sempre piaciuti. Peccato che mi sono perduto i tre quarti della diretta speciale prenatalizia di Tmo.
In studio mister Kitab, Gabriele D’Arienzo, Ludik e Antonio Ciano, il padrone di Tmo.
Per carità, il padrone è un altro, almeno nel dibattito del trio. Questa volta (strano, eh?) non c’è spazio per i Borbone, i Savoia assassini e Cavour il violentatore. Le frecciate sono rivolte tutte a lui, il Berlusca nazionale.
Tema: la legge Gasparri, quella che promette bene, quella sul digitale, sul riordinamento del sistema televisivo, quella che dovrebbe mantenere le ‘migliaia’ di posti di lavoro di Rete Quattro.
Migliaia? Macchè, sessanta, giura Ciano. E poi rete quattro occupa abusivamente delle frequenze già assegnate a Europa sette, che avrebbe dovuto dare 700 posti di lavoro. Cavolo, quasi dieci volte in più di rete quattro. E allora fermate la Gasparri, vi prego.
Parla d’Arienzo, dal basso dei suoi sopracciglioni alla Peo Pericoli, anti-berlusconi per eccellenza. “Linguaggio troppo forbito, il rischio è che sia incomprensibile per la massa di persone di non grande cultura che segue Tmo” denuncia il prof. Cesarale, ex – preside della ragioneria che frequentavo fino a qualche anno fa.
E’ vero, in effetti, sarà l’ora, sarà la stanchezza, ma comincio anch’io un po’ a sbadigliare...
A risollevare il dibattito è l’intervento di un Ciano alquanto brillo (a confermarlo, il giorno dopo a telecamere spente è Ludik, che mi parla di una cena con un milanese meridionalista: vino a fiumi, naturalmente) che invita a comprare panettoni e roccocò del Sud e non la porcheria del Nord. Prodotti genuini, artigianali, s’intende. Roba da trenta euro al chilo. Ma non credo che molti abbiano risposto al suo appello.
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Riccardo Galletti alle ore 19:43 |
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Ringrazio infinitamente
Ludik per il link all’ultimo post su Mauro ‘Vegeta’, che ormai lo ha consacrato a personaggio famoso a livello internazionale.
Ma non diciamolo ad alta voce: potrebbe montarsi la testa, costruire un deltaplano a motore e lanciarsi dall’ultimo piano della facoltà per essere immortalato in un altro video da ‘fuori di testa’.
P.S. una precisazione: il videoamatore che gira i filmini è
Critzian, non il sottoscritto. O davvero credete che non ho un cazzo da fare?
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Riccardo Galletti alle ore 19:16 |
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Hanno beccato il maniaco delle bottiglie d'acqua contaminate,la motivazione alle folli gesta è stata: “volevo uccidere quella bastarda della particella di sodio!”
[tratto dalla newsletter di bastardidentro.com]
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Riccardo Galletti alle ore 19:01 |
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Due anni fa il primo, debole segnale di quella che sarebbe poi diventata la prima telestreet d'Italia faceva capolino nelle televisioni degli italiani.
Veniva trasmesso il film "Il gladiatore" a quei tempi era una primissima visione televisiva.
Tanti auguri a tutta la redazione di TeleMonteOrlando.
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Riccardo Galletti alle ore 11:42 |
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domenica, 21 dicembre 2003

Un altro video di Vegeta (Mauro Pelosi), di cui vi offro il fotogramma qui a fianco. Questa volta lo studente modello di Ingegneria, dopo la scenetta della porta dei servizi igienici e quella della 'sedia elettrica', ci delizia con un'altra sua prodezza: nei panni di un improvvisato stuntman, su una poltrona a rotelle,si butta a capofitto dalla rampa del corridoio del primo seminterrato di Ingegneria, con tanto di volante in mano, vero. Poi, arrivato nei pressi del muro, per evitare il terribile schianto, si butta per terra, con un volo acrobatico per poi rialzarsi, incolume e orgoglioso del suo gesto.
Sì, lo so cosa vi passa in mente per la testa ora: il timido sospetto che al ragazzo ci sia qualche rotella fuori posto. O almeno che non abbia un cazzo da fare. E' la stessa cosa che si leggeva sul viso di mia madre quando le ho fatto vedere il video. "Ma guarda che si mettea fare 'sta gente...", aveva sospirato.
Ma quando le ho detto che si trattava di "quello che sta in regola con tutti gli esami", ha subito ribattuto: "Ah, poverino, allora lo fa per distrarsi un po' dallo studio...".
Ma guarda te, oh. Se Mauro lo studente modello fa queste stronzate, si sta svagando un po'. Se lo faccio io, sono un deficiente.
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Riccardo Galletti alle ore 16:06 |
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Siamo a ridosso delle festività natalizie, ormai, e finalmente il primo risultato positivo dell’anno accademico è arrivato, dopo farsi tanto attendere, tra centinaia di pagine studiate e decine di esercizi portati a termine: teoria dei segnali, la matematica applicata ai segnali mascherata con un nome che sembra fuorviare dalla sua vera apparenza, una summa di integrali, proprietà, teoremi, trasformate e antitrasformate.
Più pratica che teoria, dunque, più calcoli che dimostrazioni, tanto da ridurre il relativo esame alla sua sola parte scritta, una rarità, dalle nostre parti, abituati come siamo a sorbirci le decine di ore di studio per il superamento dello scritto (a volte un’impresa al limite del sovrumano, vedi analisi tre) e altre per l’orale, il quale, se malauguratamente dovesse risultare negativo, farebbe scivolare il malcapitato al punto di partenza, come un grosso macigno spinto con fatica su una cima aguzza e poi rotolato di nuovo a valle. Una rarità, dicevo, a tal punto che prove del genere diventano una succulento boccone per i tanti studenti (di nome, ma non di fatto) a digiuno di esami, con la speranza di superarle senza difficoltà scopiazzando all’amico secchione.

E così, se da una parte il grosso vantaggio è di “levarsi il peso” di un esame in una sola volta, senza perdere del tempo prezioso sui libri per assimilare teoremi e dimostrazioni di cui ci si dimentica facilmente un mese dopo, dall’altra si rischia di doversi accontentare di un voto striminzito rispetto al collega fortunato esperto nell’arte della copia selvaggia.
L’atletico prof. Pauciullo (foto qui a fianco, da un mms scattato in aula), ottimo sostituto dello spauracchio Sansosti, che, nonostante i suoi sforzi, è riuscito solo in parte a tamponare queste brutte abitudini, ha promesso di “fare più attenzione” per il prossimo appello.
A me è andata discretamente bene, venticinque. Tutta farina del mio sacco, ovviamente.
Ma se non fossi passato, sai che giramento di palle...
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Riccardo Galletti alle ore 15:37 |
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venerdì, 19 dicembre 2003
Disfatta
Maledetta Analisi 3, non ci riuscirò mai.
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Riccardo Galletti alle ore 19:20 |
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martedì, 16 dicembre 2003
Ho una cattiva abitudine nelle mie serate casalinghe: faccio zapping, zapping ossessivo.
Forse per noia, per desiderio di novità, o di avere il controllo su tutti i programmi.
È nel corso di questa non proprio edificante operazione mi sono affacciato fra le note degli italiani Music Awards, in programma su Italia Uno.
Sul palco c’è Grignani, “quel drogato di Grignani” penso, col dito puntato sul telecomando pronto per cancellare dallo schermo la non gradevole visione che si parava dinanzi ai miei occhi; ma c’è qualcosa che mi trattiene, un particolare nuovo.
Il cantante, noto per i suoi capelli lunghi e aspetto da strafattone, sfoggia un’orrenda rasata, a metà tra il nazi e un lobotomizzato a un mese dall’operazione.
Quando al termine dell’esibizione gli è stato chiesto il perché del nuovo taglio, ha tentennato, per poi cambiare discorso e quindi salutare il pubblico: ma non è che l’ha fatto perché ossessionato dai pidocchi? O forse per assomigliare a
Zio Fester?
Per quanto riguarda quest’ultimo, bisogna dire che anche se nei personaggi è un con un cappellino rosa, vi assicuro che non l’ho visto mai con più di cinque millimetri di pelo in testa.
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Riccardo Galletti alle ore 19:22 |
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Foto 2.
Ipotesi sul suo futuro. Qualcosa mi dice che l’ipotesi numero tre non è una cazzata. E forse è davvero il
sosia di Walter Nudo.
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Riccardo Galletti alle ore 19:16 |
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lunedì, 15 dicembre 2003
Immediato l’intervento con l’estintore dell’autista del Cotral. I viaggiatori hanno dovuto poi proseguire a piediIn due anni e mezzo di viaggi da e verso l’università, sono ormai avvezzo a notizie di autobus malconci che si erano guastati, lasciando temporaneamente a piedi, fra lamenti, grida e bestemmie, pendolari e studenti, che farebbero volentieri a meno, se non costretti dalla necessità, di usufruire del disastroso servizio del Cotral in vista di un confortevole viaggio con un’ automobile.
C’è addirittura Giovanni, un collega della facoltà di economia, che detiene il record: quasi trenta autobus che lo hanno lasciato per strada. Troppi, veramente troppi.
Venerdì c’è stato l’ultimo incidente, segnalato attraverso un’email da uno dei personaggi del mio sito,
Giorgetto. E non si è trattato del solito (che brutto questo aggettivo, tipico da assuefazioni ad anomalie da servizio pubblico) guasto al motore, ma di un vero e proprio incendio, che poteva avere delle conseguenze davvero disastrose.
L’odore acre di fumo, anche questo non eccezionale in alcuni sgangherati e scricchiolanti mezzi, al limite dell’usura, era particolarmente intenso quel giorno: il bus prosegue la strada, poi, pochi minuti prima delle otto, all’uscita della superstrada Formia Cassino, di fronte al magazzino Ferri, accosta.
Gaetano ‘l’aviatore’, cugino di Pamela delle
99 posse girl, è uno dei primi ad accorgersi dell’imminente pericolo: la ruota anteriore destra sta letteralmente andando a fuoco. Sono attimi di panico. L’autista, avvertito dal ragazzo, scende e con grande tempestività, afferrato l’estintore, riesce a spengere il focolaio.
Il peggio è passato, ma la folla scesa dal pericolante mezzo è costretta, a questo punto, a raggiungere a piedi il centro, distante più di quattro chilometri dal luogo dell’incidente: e se per uno studente di vent’anni il tragitto è poco più di una passeggiata, non credo sia stato lo stesso per un anziano, magari con difficoltà motorie.
Speriamo che le menti ottuse dei dirigenti Cotral, pronti solo a triplicare le multe e ad innalzare del trenta per cento il prezzo di biglietti e abbonamenti, ma non certo la qualità del servizio svolto, questo almeno lo riescano a capire.
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Riccardo Galletti alle ore 19:31 |
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cotral
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Censura
Questa volta preferisco non pubblicarlo. Troppo kitsch.

Il video di
Vegeta in cui, con la collaborazione di un altro personaggio, il ‘boia’
Haitan, simula un agghiacciante morte su una sedia elettrica (notare le spugne e i morsetti per l’attacco all’alta tensione, mi scrive nell’e-mail) credo sia troppo. Troppo per le ormai sature dimensioni del mio sito (che credo possa contenere al massimo 15 mega, di cui già 14,1 occupati), troppo per la volgarità del gesto, crudele come una bambinata fatta da un adulto.
Non come il
video del bagno, con l’effetto sorpresa dell’uscita dalla presa d’aria della porta, stretta persino per una mia gamba.
Apprezzabile, comunque, il suo spirito umoristico e le sue doti di attore, quando con grande maestria finge con naturalezza l’orrore nello sguardo del condannato nei suoi ultimi istanti di vita.
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Riccardo Galletti alle ore 19:22 |
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Saddam
Non so proprio perché, ma di fronte al bombardamento di notizie, prime pagine sui quotidiani, rubriche e edizioni speciali di telegiornali della cattura di Saddam Hussein, non ho avuto da pensare altro che uno stratosferico ECCHISSENEFREGA.
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Riccardo Galletti alle ore 19:13 |
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domenica, 14 dicembre 2003
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Riccardo Galletti alle ore 13:02 |
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Hai visto?
Incredibile. Non ci sono più pitbull che azzannano bambini e adulti. Spariti. Ci sono solo avvelenatori di acque minerali. Ma come sarà? Forse la caterva di inchiostro speso per parlare di quanto siano cattivi, di quanto non ci amino i «cani pericolosi» ha messo in fuga tutti gli amici dell’uomo. Forse hanno preferito andarsene piuttosto che sentirne ancora di cavolate sul loro conto.
Invece quelle deliziose personcine che siringano le bottiglie pare che non ne abbiano ancora abbastanza, anzi. Preferiscono farsi dare del cretino, dell’imbecille piuttosto che tornarsene a squallidare nel loro territorio. «Parlate male di me, ma parlate-ne» mi sembrava una scemenza, ma ha fatto tanti figli e nipoti. Supportati da tutti i giornali e da tutte le televisioni che, trovato un filone, ma anche un filino, non lo mollano più. E allora avanti, a tutte le ore del giorno e della notte. All'infinito. Sperando che arrivi al-meno un nuovo serial killer o un’altra storia di droga fra vip dove riversare la loro attenzione che ci terrà in ostaggio per chissà quanto tempo.
Che bello. La desolata storia del campionato del mondo dei pirla continua. Il siringatore potrebbe battere sul filo di lana l’infarcitore di giocattoli esplosivi. E per premio, se tutto va bene, una decina di giorni di titoloni ululati come suggello al record. Complotto della CIAaaa? Fanatico dell’Elbaaa?
Rincoglionito di Galluraaa? Cacca.
Non si dovrebbe dare spazio a chi è disposto ad ammazzare il salumiere pur di diventare «famoso». A chi dimostra assenza di pensiero va comminata la condanna del silenzio, del disinteresse.
[Mina, su La Stampa di ieri]
Scritto da:
Riccardo Galletti alle ore 12:46 |
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Auguri a Ilaria delle
99 posse girl, 18 anni.
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Riccardo Galletti alle ore 12:40 |
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giovedì, 11 dicembre 2003
I dirigenti del settore pubblicitario della Cepu hanno deciso di licenziare uno dei volti maschili degli spot del noto diplomificio privato italiano: si tratta di Pietro, lo studente del secondo anno di Economia che compariva a fianco di Vieri con la scritta “9 esami in un anno”.
“Troppo pochi” hanno sentenziato, “ormai col nuovo ordinamento universitario occorre un testimonial di riferimento, con dei numeri da capogiro, cose da far sbalordire anche il più bravo degli studenti”.
E così, dopo tanto ricercare, è stato scelto lui:
Vegeta, alias Mauro P., ritmo da 12 esami all’anno alla facoltà di Ingegneria delle Telecomunicazioni a Cassino, prossimo alla laurea.
Adesso, quindi, il cartellone della Cepu dovrebbe comparire più o meno così:
E non è vero, poi che Vegeta studia dalla mattina alla sera per raggiungere questi risultati. Vegeta si allena, si allena duramente. Il suo sport preferito è il “salto dal gabinetto”. In appena 15 secondi, quanto meno te lo aspetti, ti spunta fuori dal cesso dal punto più impensabile. Non ci credete?
Ecco il video delle sue prodezze .
Scritto da:
Riccardo Galletti alle ore 19:50 |
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mauro pelosi
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Ieri nel programma della Clerici, la striscia preserale che ha sostituito “Affari tuoi” di Bonolis, è stata preparata una bella tiella di scarola. Un bell’omaggio a Gaeta, patria della cosiddetta 'pizza ripiena'. Peccato che la pizza di ieri sera, per motivi scenografici, era tutt'altro che coperta....
Scritto da:
Riccardo Galletti alle ore 19:45 |
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mercoledì, 10 dicembre 2003
Non c’è stata una grande affluenza di universitari e non al convegno che si è tenuto giovedì 4 dicembre nell’aula magna del Rettorato, a Cassino.
Il protagonista, la tecnologia UMTS spiegata in tutte le salse, dalle sue origini ai suoi sviluppi futuri, dalle ostiche sigle in cui è organizzata la complessa rete di telecomunicazioni moderna fino all’aspetto ludico dei cellulari di terza generazione, non ha entusiasmato i ragazzi, alle prese con studio, lezioni ed esami.
Certo, a discutere dell’argomento non era un Piero Angela o un Antonino Zichichi, non c’era il volto noto che calamita la folla, incantando con un linguaggio colto ma comprensibile, ma proprio non capisco perché in tanti non hanno risposto ad un’occasione di passare tre ore in maniera diversa, informandosi e soddisfacendo delle curiosità su delle realtà che stanno contagiando il nostro modo di comunicare ed interagire con gli altri.
Alla fine eravamo una cinquantina, quasi tutti studenti di ingegneria delle telecomunicazioni. L’inizio, preceduto dalla consegna di un pacchetto-convegno costituito dal programma degli interventi, una copia omaggio della rivista universinet, un tesserino di quelli che si appendono alla camicia, un quadernino e una penna per prendere appunti e qualche altro foglietto informativo (tra cui una scheda da compilare con i dati personali per partecipare all’estrazione di cinque gadget a fine mattinata), slitta alle 10.15 per motivi tecnici.
Presenti in aula il segretario Reggiani, l’ingegner Sorrentino della Siemens, il dottor Andreotti, di Yahoo! Italia, e l’avvocato Baldassarri, della Tre.
E proprio il dottor Baldassarri, capelli brizzolati, vestito casual e sguardo un po’ da pazzoide, a guadagnarsi l’applauso più lungo della giornata. Molto interessante il suo discorso sull’interconnessione tra giochi e cellulari nell’era della banda larga, la differenza tra la connessione in frequenza del Tascs, del Gsm, del Gprs e dell’UMTS, le curiosità circa il boom dei messaggini sms (nati solo come “comunicazione d’emergenza e poi per caso diffusi a macchia d’olio fra gli utenti come nuovo strumentio di comunicazione scritta), le origini del Vhs (imposto dal mercato della pornografia), il discorso sull’usabilità di tecnologie internet, e l’evoluzione dal casual player, il giocatore degli anni ottanta che giocava da solo, casualmente con quei giochini così simpatici e semplici (che poi sono stati ripresi nei primi telefonini gsm, come il gioco della pallina che rompe i mattoni o del serpentello Snke) al mobile gamer, che usa il suo gioiellino di cellulare non solo per connettersi ad Internet per ricevere MMS, il replay del gol della propria squadra del cuore, e realizzare telefonate a tre o quattro persone e video conferenze ma anche per giocare in tempo reale con altri giocatori.
Le statistiche promettono bene: in meno di un anno dall’esordio (marzo 2003) Tre con i suoi videotelefonini UMTS può già contare centinaia di migliaia di utenti, i pionieri di un futuro nemmeno troppo lontano in cui sarà davvero impensabile potremo vivere senza il nostro apparecchio mobile, a meno di essere tagliati fuori dal mondo. Davvero.
[su freeumts.it le slides degli interventi e altro materiale]
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Riccardo Galletti alle ore 20:29 |
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umts
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Su Ebay l’asta (oramai scaduta e senza offerte)
una busta datata 1974 indirizzata a Kappler, durante i suoi giorni di prigionia a Gaeta.
Scritto da:
Riccardo Galletti alle ore 20:26 |
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lunedì, 08 dicembre 2003
Scusate se non bloggo più da qualche giorno, ma l’esame di teoria dei segnali incombe... Domani, dopo una settimana di clausura io e i libri, spero di tornare alla vita normale. E di bloggare qualcosa di interessante (come il convegno sull’Umts del 4 dicembre, per esempio).
Scritto da:
Riccardo Galletti alle ore 13:49 |
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Morirò, per essere ottimisti , l'11 giugno 2066. Magari.
Siamo più realistici: il 30 marzo 2055.
O molto più presto: il 30 marzo 2019, tra poco più di quindici anni.
Su
deathclock.com potete scherzare a giocare col destino e calcolare la data della vostra morte. Un po' inquietante, ma divertente.E ricordatevi di toccare ferro, ovviamente.
Scritto da:
Riccardo Galletti alle ore 13:41 |
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mercoledì, 03 dicembre 2003
Sì, lo so, digitate le cose più strambe per arrivare qui:
foto di donne pelose e ascelle, nonna pompinara e Vegeta nudo,
donne che cagano,
foto laurea in perizoma/foto lunghezza pene,
giampiero galeazzi foto nudo,
piedi sporchi/sudati/pisciare gallerie libere,
racconti erotici ragazzina violentata,
topi di fogna immagini,
e tanto, tanto altro..
Ma per fortuna
porco dio non l’avete mai cercato. Da me, s’intende.
Scritto da:
Riccardo Galletti alle ore 20:14 |
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