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lunedì, 29 settembre 2003
Una giornata terribile, colma di disagi. Un black out che si poteva evitare, un vuoto che ci ha fatto irritare, riflettere, annoiare, sentirsi persi.
Gaeta, domenica 28 settembre 2003, ore cinque meno un quarto del mattino.
Lo scrosciare violento del solito preannunciato acquazzone d’inizio autunno, sulle tende da sole, perennemente aperte, più per ripararsi dagli sguardi altrui che dal solleone, mi sveglia. Sento mia madre che traffica, fuori il terrazzo, nel tentativo di alzare le tende, un po’ troppo alte per lei. La aiuto, sguardo rivolto al lavoro di sverniciatura dell’intermezzo che ci separa dai vicini: “Che fatica inutile, ora si riempirà di ruggine un’altra volta”.
Torno dentro, mi accorgo del black out, “una breve interruzione, per di più notturna”. Torno sotto le lenzuola, nulla di cui preoccuparsi.
Ore otto e mezzo circa.
Il tentativo di accendere la luce va ancora a vuoto: e qui non può che salirti il sangue al cervello, e imprecare un “Che paese di merda, Gaeta”. Credo che ogni gaetano, al suo risveglio, ancora assonnato e ignaro della valenza nazionale del black – out, abbia pronunciato o almeno pensato queste stesse parole. Quattro ore di black out, non è possibile. Troppe, qui c’è qualcosa che non va.
Prendo il walkman, è muto, tranne per alcune frequenze. E qui, ancora assonnato, ti rendi conto che altri milioni di persone stanno facendo le stesse cose, vivendo la medesima situazione. Su Rds,che mi farà compagnia per tutta la mattinata, la notizia di un black out generale, Sardegna esclusa.
Il pensiero va al recente black out americano, di quanto avevamo sorriso chiedendoci come sia possibile che guasti del genere possano accadere nella nazione più tecnologicamente avanzata del mondo, e delle parole “La situazione in Italia è sotto controllo” dei dirigenti e tecnici dell’Enel, che più che rassicurarci ci riempivano di dubbi. Il breve notiziario ci informa che mezzo Nord già era fuori del black out, per Roma e dintorni la situazione si sarebbe sbloccata solo verso mezzogiorno l’una. Intanto entra nel soggiorno anche mia sorella, chiede cos’è successo. Mia madre è allarmata: “E ora? Dovrò buttare tutto quello che c’è nel congelatore!!”.
La mattinata trascorre così, nell’ozio, ascoltando radio, pensieri rivolti ai mille disagi della gente, magari rimasta chiusa nell’ascensore, o nel treno. O imbottigliata nel caos di Roma, in piena notte bianca. O peggio, negli ospedali. Già, gli ospedali, come avranno fatto? Hanno i gruppi elettrogeni, ma durano tutto questo tempo?
C’è penuria di gasolio, ai distributori non la fanno, eccetto forze dell’ordine e ambulanze. Mia sorella, infermiera al Sant’Eugenio di Roma, non può tornare al lavoro, dal week end passato a Gaeta. Manca l’acqua, al telefonino Wind non c’è segnale. Bello schifo.
La corrente ritornerà solo alle due e mezza del pomeriggio, l’acqua solo molto più tardi, dopo le 18.00. “Lo vedi? Non abbiamo centrali, L’Italia dipende tutta dell’estero in fatto di corrente e Berlusconi che vuole fare? Vuole fare le opere grandiose, vuole passare alla Storia, vuole frare lo Stretto di Messina! Pensasse ad aggiustare queste cose, che sono più importanti!”: mia madre scarica la sua furia addosso a me, manco fossi Bondi o Schifani o Berlusconi in persona.
Ai telegiornali si scatena il botta e risposta “E’ colpa del governo.” “Macchè, è stata la sinistra, dagli anni ’80 a non aver costruito centrali”.
Ma su tutto, passate le solite chiacchiere della politica, oltre al brutto (e per alcuni, tragico) ricordo di questa giornata d’altri tempi, a secco di benzina, costretti a candele, torce e ai secchi d’acqua per lavarsi, resta un inquietante interrogativo: “si poteva evitare tutto ciò?”.
E Ciano, state sicuri, non avrà dormito questa notte per riflettere su un’altra ingiustizia, dopo le tante oppressioni subite dalla gente del Sud, lo scempio dei Savoia assassini, ecc.
Perché dico, p’cchè, la corrente elettrica del Nord, è tornata prima (parecchie ore prima) di quella del Sud?
Scritto da: Riccardo Galletti  alle ore 20:33 | Link
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    black out

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Ieri solo 8 accessi, uno dei record negativi mai registrati in questo blog. Maledetto black out.
Scritto da: Riccardo Galletti  alle ore 20:27 | Link
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    black out

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giovedì, 25 settembre 2003

Finalmente gli orari del primo quadrimestre: una siringona di stress nelle mie fragili vene, già assaporo le inutili centinaia di ore di autobus, tolte al sonno, alla concentrazione e allo studio, che affaticano le mie membra, che atterrano il mio spirito.
A proposito di autobus, ecco uno spezzone di vita quotidiana visto da blotiteacuta,

interno autobus, due del pomeriggio
di fianco a me, in piedi con un auricolare nel suo orecchio, uno nell'orecchio di una ragazzina tutta gengive ecco il dawson nazionale, biondo, sudaticcio, prestante, sorriso accattivante: parlano di musica, i due, e ovvio, fra poco si innamoreranno, se non lo sono già. intorno, sparsi dovunque sul pullman, ragazzini alle prime armi, appena entrati nel meraviglioso mondo della scuola non obbligatoria, in quello ancora più entusiasmante del viaggio in autobus da soli: ridono, urlano, si tirano passano rubano cellulari all'ultima moda e gettano i succhini che la mamma gli lascia ancora per merenda fuori dal finestrino. ribelli.
qualche signora attempata cerca di respirare aria buona aggrappata a finestrini troppo alti e troppo chiusi
sedute, anche nei posti riservati ai disabili, ragazzine di quattordici anni che ne dimostrano più di me, magre che in due sedili ce ne stanno quattro, con magliette cortissime trasparentissime e trashissime. sorridono, sempre, probabilmente in questa prima settimana di scuola hanno riempito già la smemoranda di cuoricini, pensieri, dediche, la rubrica del cellu con numeri di telefono appena sfornati. sorridono, sorridono tutti.cazzo avranno da ridere? fa caldo, un autobus che dovrebbe contenere 83 persone ne contiene almeno 103. sorridono, le signorine con la permanente dalla nascita non sorridono così, stanno già ammiccando ai signorini, prego ragazzotti, posizionati in coda all'autobus, nei sedili dei più fighi, quelli che se non hai le credenziali ti ci potrai sedere solo quando loro decideranno.
ammicano, ammiccano tutti, i ragazzini dal cellulare futuristico alle novelle veline che a loro volta ammiccano ai ragazzotti in fondo all'autobus.
e tu
cioè io
io in mezzo a tutti questi corpi fatico a stare, io la mia felpa i miei pantaloni e la maglietta, noi stiamo stretti anche in senso non metaforico, ci manca un pò il respiro, per un attimo, dopo due ore di storia, pensiamo anche di poter scoppiare lasciando macchie di sangue e insofferenza dappertutto su questo autobus strapieno.
parlano così tanto che il lettore cd fa fatica a farsi ascoltare, le ragazzine che gracchiano e provano risate prese in prestito da qualche varietà, i ragazzotti, gli adoloscenti dei miei stivali, che sputano ovunque o grugniscono come simbolo di mascolinità e tu
cioè io
io vorrei scendere e farmi tutti gli 11 kilometri che mi separano da casa a piedi (possibilmente di corsa, quanto mi manca la corsa, quanto niente mi è tanto mancato quanto correre) , lungo la statale, dentro il rumore di auto che tanto non mi possono toccare perchè con questo umore nero mi sento anche un pò invincibile e intoccabile
con la mia nuvola di mal umore e lo zaino e il giornale e il lettore cd che arranca devo occupare invece meno spazio possibile, ascoltare forzatamente discorsi che facevo anche io 7 anni fa, sentire lui, il nostro dawson, che si felicita con miss gengive per gli stessi gusti musicali (tra sette anni, evviva il paternalismo, capirete, cari ragazzini da telefilm, che la stessa musica è l'ultima cosa che conta, le prime? chiedete? non lo so, io non lo so, io non so niente e non voglio saperne niente, so solo che la musica e i film e i libri e tutte quelle orrende puttanate non contano un bel niente), le sorride e le tocca una spalla, toccando così le spalle di altri 3 avventori, mi devo tenere metà giornale della signora davanti a me su un braccio, mentre lei non legge il giornale, fa le parole crociate del giornale, e neanche girarmi verso il finestrino serve
il solito spettacolo
la vita di tutti i giorni in un lunedì particolarmente nero
la vita di tutti i giorni quella che la maggiorparte dei giorni la sopporti
quella che oggi vorresti solo dormirla.
Scritto da: Riccardo Galletti  alle ore 20:05 | Link
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    autobus, disagio pendolari

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Delusione al sorteggio degli scrutatori per le prossime elezioni dei rappresentanti di quartiere, a Gaeta: sono solo tra le riserve, la speranza di essere preso è fioca. Il mio bigliettino è stato pescato direttamente dal Sindaco, più impacciato che mai. “Cosa devo fare?” chiedeva ogni minuto, manco dovesse progettare il ponte sullo Stretto…
Scritto da: Riccardo Galletti  alle ore 19:50 | Link
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    my life, scrutatori

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Lino Dio, new entry nella sezione dei personaggi dice no definitivamente a Cassino, partirà per il militare.
Giorgetto, invece, rimane, smentendo di fatto la notizia dei giorni scorsi che lo voleva in partenza per Roma, di fianco a Graziano Flash e Pietro Java.
Dauid è invece alle prese con Analisi due, in bocca al lupo. Gaetano l’aviatore (per intenderci, l’amico delle 99 posse girl, cugino di Pamela, la bionda delle due) è stato beccato proprio ieri dalla stradale di Formia senza casco ed in due su un cinquantino. Dopo i cinquanta euro di multa per aver viaggiato senza biglietto, adesso eccone un’altra: fossi il padre, non lo farei uscire di casa pomeriggio e sera almeno per due settimane. E, ovviamente, scalerei l’intero importo della multa dalla sua paghetta settimanale.
Scritto da: Riccardo Galletti  alle ore 19:47 | Link
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    personaggi

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Eccoci qua. Dopo qualche giorno di volantinaggio, tra chiacchiere sulle ultime dirette di Tmo (che ha ospitato i ‘vip’ locali, Fatima Scialdone, il prof. Cardi, il sindaco Magliozzi), e le decine di chilometri percorsi a piedi, le migliaia di volantini inseriti nelle migliaia di cassette della posta delle centinaia di palazzi con le decine di vecchiette incazzate che non vogliono pubblicità (che noia, che bara, che noia), adesso rimane solo questo weekend di transizione per rilassarsi, prima dell’inizio del nuovo anno accademico, di cui si ignorano ancora gli orari, le aule e i prof. dei corsi del primo quadrimestre. Certo, ne sono successe di cose in questi giorni. E a dominare è l’incertezza del futuro. E la paura. La paura di andare agli stadi, di vedersi azzannato da un pitbull, di attentati di Al Quaeda, di non poter più chattare in Internet, di non arrivare mai in tempo alla pensione, dopo anni di duro lavoro. E per molti anche di rischiare di essere arrestati per farsi una canna…
Scritto da: Riccardo Galletti  alle ore 19:15 | Link
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giovedì, 18 settembre 2003
Ho inserito finalmente l'archivio di agosto, ma questa volta ho voluto evitare la scocciatura di inserire per benino ogni post col relativo codice <span....> </span> nell'archivio che ho sul sito galloIMMENSO. Per questo ho fatto come fanno tutti: da maggio 2003 chi è interessato a leggere i miei post dei mesi precedenti lo farà senza cambiare pagina, direttamente su Splinder. L'asterisco vicino al nome del mese indica questa novità. 
Scritto da: Riccardo Galletti  alle ore 19:42 | Link
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Ultime dall’Università
Poche novità in questi giorni, ragazzi, se non vecchie conferme e novità già annunciate. Graziano Flash ha vidimato il suo trasferimento alla facoltà di Informatica (Informatica pura, come dice lui, per distinguerla da Ingegneria, troppi teoremi e pochi corsi di programmazione al PC) per Roma La Sapienza, portandosi dietro Pietro Java. Il trio rimarrebbe orfano di Giorgetto, ma è d’obbligo usare il condizionale: per quest’ultimo c’è il rischio del precoce servizio militare, almeno se non porta a termine Analisi due. Superata l’insidia del prof. Corbo, anche lui dirà addio a Cassino e si unirà a Graziano e Pietro.
L’altra notizia è che superVegeta superando proprio oggi l’ultimo scoglio, Informatica II, si conferma (probabilmente) unico studente del secondo anno di Ingegneria delle telecomunicazioni in piena regola con gli esami. Davvero incredibile. E per chi pensasse che ora il genio di Picinisco si è finalmente preso una settimana di vacanza, si sbaglia di grosso. Sta già studiando il corso di Antenne, anticipando le lezioni del prof. per arrivare preparato ai prossimi esami, che si terranno a dicembre.
Fissato? Pazzoide? Inguaribile secchione? Chiamatelo come vi pare, per me è solo uno che ci tiene a laurearsi in tempo, un po’ per soddisfazione personale, un po’ per masochismo nei confronti di quelli ‘rimasti indietro’. Una scommessa che vincerà in pieno: possiamo cominciare a prenotare i posti in prima fila per assistere alla sua tesi…


Scritto da: Riccardo Galletti  alle ore 19:17 | Link
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venerdì, 12 settembre 2003
Leggo sul Messaggero che a partecipare a Miss Italia c’è anche una ragazza di Gaeta, la numero 46, Cristina Luciani, 18 anni. In bocca al lupo!!
Scritto da: Riccardo Galletti  alle ore 19:38 | Link
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    miss italia, gaeta

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Un anno accademico col freno a mano, ora bisogna cambiare
“L’anno scorso è andata così così, ma quest’anno è stato uno schifo.”
Il commento di mia madre sull’andamento dell’anno accademico appena trascorso è a dir poco catastrofico, ma credo che non abbia tutti i torti di questo mondo. Pochi esami, appena sei, di cui tre rimasti a completare il primo anno, media non incredibile: ventisei, ci si può accontentare, ma si può far meglio.
L’ultimo, elettronica analogica, superato l’altro ieri, è stata una mezza delusione. “Facile” era il commento sintetico e universale di un qualsiasi studente del secondo anno, e in effetti era così, a giudicare dai voti, tutti (o quasi) dal 26 in su.
Si trattava di una prova al computer, una simulazione di un progetto di un circuito con transistor e il calcolo del guadagno di tensione. A completare l’esame una domandina orale. Insomma, quegli esami da un giorno che bisogna portarsi a casa con facilità.
La simulazione e i calcoli sono ok, ma quando la prof. Annunziata Sanseverino si avvicina per la domanda del mini – colloquio orale (Quali sono le caratteristiche che deve avere una rete di polarizzazione?), mi blocco e non so rispondere, farfugliando pezzetti di un programma studiato solo per la prova al simulatore, formule e poca teoria.
Alla fine ingoio a fatica un venticinque che, benché discreto in generale, è alquanto misero rispetto alle aspettative. Rifiutare avrebbe forse giovato alla media (ora scesa a 26, mai così in basso dal primo esame), ma avrebbe anche procrastinato stress, ore al computer e sui libri per un esame che avrei potuto passare a luglio con facilità. Una sofferenza quei giorni di agosto con trentotto gradi all’ombra passati a studiare, in mutande con l’unico sollievo del ventilatore a palla: litri di sudore e emicranie che non potevo buttare via, ma nemmeno ripetere.
L’anno appena trascorso deve essere una sciapa esperienza da non ripetere, per non invecchiare nell’università, mentre i vari Vegeta (Mauro Pelosi) e Gemellini staranno per dare la tesi della laurea specialistica. Da ottobre devo seguire più corsi, e dare dunque almeno otto – nove esami. Ce la farò?
Scritto da: Riccardo Galletti  alle ore 19:22 | Link
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    cassino, ingegneria, università, ingegneria cassino

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In che mondo viviamo?
Berlusconi dice stronzate sul fascismo, Raiuno fa cominciare Miss Italia l’undici settembre, una troupe ha girato un film porno in chiesa (il titolo è tutto un programma: ‘Il Confessionale’), Italia Uno manda lunedì in prima serata L’esorcista. No comment.
Scritto da: Riccardo Galletti  alle ore 19:16 | Link
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mercoledì, 10 settembre 2003
E beh, ragazzi, Cassino è scesa nella classifica stilata ogni anno da Repubblica, ma si conferma tra le prime 16 in Italia per quanto riguarda la facoltà di Ingegneria, con voti più discreti nella produttività nella didattica, nella ricerca, e nel profilo docenti. Male i rapporti internazionali, ma era prevedibile. D'altronde di stranieri qui a Cassino ne vedi pochi, e scarsi sono quelli che aderiscono a progetti Erasmus. Ma non ci possiamo lamentare, no?
Scritto da: Riccardo Galletti  alle ore 20:18 | Link
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martedì, 09 settembre 2003
Disastro
Ma quale Sars o terrorismo, il vero problema nel mio palazzo è quando piove. Appena scroscia un po’ più del normale, e soprattutto a lungo, le centinaia di metri cubi di fanghiglia proveniente dalla sovrastante via del Piano si scarica nell’enorme fossato su cui poggiano le fondamenta del palazzo.
E già, noi del condominio Acli Papaia siamo al di sotto della sede stradale, una piccola Amsterdam vicino al cimitero, al centro di Gaeta. Zona residenziale, almeno così recitano gli annunci immobiliari di questa zona, tutti dai 400 milioni di vecchie lire in su.
Unico vantaggio: sto ad un centinaio di passi dal mare, ed un altro centinaio dal centro, dal cinema, dal municipio, dal cimitero, o dal mercato locale. E ho la fermata dell’autobus sotto casa.
Ma devo convivere con l’incubo degli allagamenti, una strato di melma da quindici centimetri da smaltire con fatica, passata l’alluvione. Domani avrò da lavorare giù in garage, al ritorno da Cassino.
Sempreché non piova di nuovo, stanotte.




Scritto da: Riccardo Galletti  alle ore 19:48 | Link
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E già, perché?
Se la Fabbrica Italiana Automobili Torino si chiama FIAT...
se l' Istituto Nazionale di Previdenza Sociale si chiama INPS...
se l'Azienda Sanitaria Locale si chiama ASL...
se l'Ente Nazionale Energia Elettrica si chiama ENEL...
perchè la Federazione Italiana Consorzi Agrari si chiama Federconsorzi?






Scritto da: Riccardo Galletti  alle ore 19:43 | Link
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10000.



Un solo cuore. Una sola anima. Una sola gioia, quello di essere ascoltato. Grazie ragazzi, siete immensi. Veramente.

Scritto da: Riccardo Galletti  alle ore 19:32 | Link
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domenica, 07 settembre 2003
Ah bene, la notizia fresca fresca da Cassino è che quest'anno i corsi iniziano il 29 settembre, in linea un pò con le altre facoltà. Una settimana di vacanza in più, dunque, rispetto algi anni scorsi in cui sembrava, per noi studenti d'ingegneria, come ritornare sui banchi di scuola, invidiosi dei giorni trascorsi a casa da parte dei colleghi di Lettere, Economia e Giurisprudenza.
Scritto da: Riccardo Galletti  alle ore 16:59 | Link
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sabato, 06 settembre 2003
Qualcosa è cambiato, almeno nei link a questo blog. Se fino a qualche settimana o mese fa la stragranda maggioranza dei referres erano incauti curiosi alla ricerca di ‘racconti erotici’, possibilmente gratis (a tal punto che avevo l’intenzione di piazzare un bel link a dialer da tre euro l’ora, almeno coì ci guadagnavo un po’), adesso la fanno da padrone Ludik, il blog e il forum di Tmo (22% degli accessi, escluse le richieste dirette). A seguire altri blog, ovviamente tra gli affezionati dei link con iconcina (cioè nella lista dei primi link nella colonna a sinistra), e alcune ricerche su motori come Google. La chiave di ricerca più digitata è stata “giornali patente moto spiaggia velocita', 6 volte in tutto (e sì, siamo lontani dagli ottanta e passa ‘racconti erotici’), seguiti da ‘Puzzones’, ‘rissa tra due mamme’, ‘viaggiatore pirla’, ‘violentata dal padre foto immagini’, ‘www lavoro con i piedi femminili fatto al pene’ a conferma che comunque i fan del sesso violento cercano ancora il mio blog (o meglio, ci cascano dentro). Altre sconvolgenti chiavi di ricerca li trovate nel text form in fondo alla colonna di sinistra di questo blog.
Scritto da: Riccardo Galletti  alle ore 12:16 | Link
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giovedì, 04 settembre 2003
Beh, ragazzi, momento storico...5 visitatori tutti assieme non li avevo mai visti...mi fate commuovere!!!
Scritto da: Riccardo Galletti  alle ore 20:02 | Link
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Tra pochi giorni un grande traguardo. Guardate un pò il contatore rosso a fondo pagina...
Scritto da: Riccardo Galletti  alle ore 19:47 | Link
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In attesa della fine di quest'anno accademico, della proclamazione dei prof con gli orari e le aule dei corsi del primo quadrimestre (sul sito unicas.it hanno solo aggiornato i moduli per il versamento della prima rata) già i primi ritirati. Si tratta (non è ancora ufficiale) di Graziano Flash e di Pietro Java, che sembrerebbe abbiano lasciato Cassino per Roma La Sapienza. Graziano, uscente da una massacrante doppietta (Analisi uno e due a distanza di tre giorni l'uno dall'altra, e con il prof. Corbo non è facile), mi parla di "informatica pura", il vero sogno per i due appassionati di programmazione al pc. dunque da ingegneria delle telecomunicazioni a pronti ci sarà la loro iscrizione ad informatica. In bocca al lupo per il futuro.
Scritto da: Riccardo Galletti  alle ore 19:43 | Link
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lunedì, 01 settembre 2003
Risposta ad un casertano (miliardario, ma sempre casertano è)
Primo settembre, giorno di esodo per la maggior parte dei casertani in vacanza a Gaeta.
A proposito di casertani, volevo riprendere la lettera di Gennaro Esposito, in versione integrale, su Gaeta.it (grazie a Ludik per la segnalazione):

Signori, forse non ci siamo capiti; vedo che qui il razzismo è di casa e non vedete i conti in banca dei vostri familiari.
Quelli che campano con quei napoletani che chiamate fetosi, puzzolenti, camorristi ecc ecc. Dite alla Triestina di non prendere i soldi dei napoletani; dite al bar Cristhian che quei soldi fanno schifo e ditelo pure ai vostri genitori che affittano garage. Sono Gennaro Esposito quello che ha vinto tanti miliardi al superenalotto, ho comprato una villa a Gaeta perché Napoli la vedo dalle alture quando è chiaro e mi godo i miei soldi senza lavorare.
Quando andate a Napoli mettetevi un cartello, dite che siete gaetani e vi vogliono bene, eppure non tutti siete bravi e puliti. Ho visto gaetani portare i cani a cagare nelle aiuole, o no? Ho visto gaetani pisciare vicino ad un muro perché non ci sono cessi pubblici; sono quattro giorni che sto senza acqua; la monnezza sta dappertutto; a Napoli non vedete più ambulanti per strada, a Gaeta si, a Villa delle sirene c'è uno che ha preso possesso di un marciapiede e nessuno si sogna di cacciarlo e così a Mare all'arco.
Il bar Cristhian ha messo i tavoli in mezzo ad una strada e il ristorante Mario la Saliera ha invaso Piazza Traniello con i tavolini. Il vostro carissimo sindaco (che non sa nemmeno parlare) ha messo una città sotto assedio. Cinquanta ausiliari, come pazzi in manicomio, fanno multe senza pietà, ha messo persino un pit bull al comune, un body guard con manganello e pistola, e voi gaetani state sempre zitti. I problemi sono i napoletani.
L'acqua manca e la colpa è dei napoletani, la corrente elettrica manca e la colpa è dei napoletani, il mare che avevamo è diventato una cloaca e la colpa è dei napoletani (vai sindaco, fai ancora condoni, per fare cassa, forza e poi gli operatori turistici si lamentano. Invece di guadagnare un miliardo quest'anno hanno guadagnato solo 800 milioni, la colpa? è dei napoletani!). E chi ha le spigole, e forse prossimamente i tonni, in mare? Il fratello del sindaco!!! Quelle non cagano? Andate a vedere il fondo del mare dove sono situati quei vivai, andateci, per favore. E le cozze? Lì il mare non è inquinato, è solo contaminato.
Allora, addio.

Caro Gennaro Esposito,
vedo che i troppi miliardi le hanno dato alla testa.
Chi scrive è un gaetano che non trae nessun beneficio economico dalla sua permanenza estiva a Gaeta, né di quella dei suoi compaesani. Dalla sua lettera emerge una verità che non sto a contrastare: noi gaetani siamo un po’ razzisti. E le spiego subito il perché: d’estate siamo letteralmente invasi da un turismo casinista, degradante, insolente, eccessivo, usa e getta, quasi malato. E può rendersi conto di come Gaeta si trasforma in questi due o tre mesi: le ricordo solo l’interminabile coda per andare dalla nostra Gaeta a Formia, l’impossibilità di trovare un parcheggio.
E non credo che i vostri soldi dovrebbero metterci il prosciutto sugli occhi. Gaeta è disorganizzata, lo ammetto, ma difendo la linea dura del Comune sui parcheggi, e sul body guard, e persino sull’acqua che viene tolta la notte. Perché d’estate siamo troppi, e non possiamo pretendere di vivere tutti bene: così come noi soffriamo, anche voi dovete farlo. Altrimenti potete benissimo andarvene, nessuno vi trattiene con la forza.
“Eppure non tutti voi gaetani siete bravi e pulitiâ€: giustissimo, ma mi indichi lei in Italia, al centro e al sud, un solo paese o città in cui tutti gli abitanti sono al top in quanto a educazione, e rispetto per gli altri.
E non mi dica Napoli o Caserta, per carità. Le posso fare numerosi esempi di inciviltà, l’ultimo proprio avvenuto sabato, sull’autobus da Formia a Gaeta, quattro ragazzi, accento napoletano, senza biglietto che urlavano a squarciagola, mettevano i piedi sui sedili, disturbando gli altri passeggeri e naturalmente l’autista. Uno di loro fumava pure. Avrei voluto vedere arrivare i carabinieri o quantomeno il controllore, avrei voluto veder chiedere scusa, piangere di fronte alla salatissima multa di duecento euro.
Ecco la linea dura che le spiegavo prima: avete bisogno di un freno, voi napoletani, volgari bulli che diventate agnellini di fronte alle forze dell’ordine, ammettetelo. Perché noi gaetani (e intendo la maggioranza dei gaetani), siamo fatti così: pretendiamo rispetto e diamo rispetto, ma non siamo lì a farci prendere in giro da voi, abbiamo già i nostri problemi.
Alcuni li ha già elencati lei, e risulta un quadro veritiero di disorganizzazione, mancanza di spazio, e una diffusa tendenza ad aggirare le leggi. E su tutto il grande desiderio di accumulare denaro a palate. È forse per questo che lei a Gaeta oltre alle spiagge, le case dagli affitti spropositati, qualche baretto e pizzeria non trova altro. Mancano le idee, c’è un lassismo imperante.
Ma è pur vero che Gaeta è quella che è, non pretendiamo troppo. Troppo piccola per viverci d’estate, desolatamente vuota d’inverno. E’ lì, piuttosto, che dovremmo puntare, sull’inverno, magari valorizzando i nostri monumenti storici, piuttosto che lasciarli cadere a pezzi.
Ma fino a quel momento noi gaetani e formiani continueremo a lamentarci di voi, e voi della disorganizzazione. Gli affitti continueranno a salire, i parcheggi a pagamento invaderanno tutto il paese, e magari metteranno le spiagge libere a pagamento, con tariffa agevolata per i residenti: i turisti diminuiranno, spostandosi verso Sperlonga, Terracina o l’eldorado di Sabaudia. È solo a quel punto, con stabilimenti, case e ristoranti vuoti, che saremo soli a piangerci addosso, a invocarvi (non voi, chiaro, ma i vostri soldi). E a quel punto, per forza di cose, ci verrà in mente un’idea, e rilanceremo il turismo. Con la speranza sia un po’ meno becero, meno ‘casertano’.



















Scritto da: Riccardo Galletti  alle ore 19:47 | Link
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