domenica, 31 agosto 2003
Formia, quella mezza fregatura dei Blockbuster
La notizia dell’apertura del Blockbuster, qualche settimana fa, in piena visibilità , sulla Litoranea, aveva praticamente incoronato Formia come efficiente centro commerciale.
C’è di tutto, trovi di tutto, e in apparenza sembra così nel nuovo store di home video, affiancato alle recenti affermazioni dei numerosi centri di elettrodomestici, supermercati e alimentari. Ma, badate bene, si tratta solo di apparenza.
Il desiderio e il sogno di trovare la videocassetta preferita, quel film cult, un po’ vecchiotto e per i collezionisti che non lo trovi in noleggio nemmeno se lo paghi a peso d’oro, scema appena trascorri i primi cinque minuti nei nuovissimi locali del Blockbuster.
Poca scelta, locali piuttosto piccoli, tutto il contrario di quanto vedi o immagini dagli spot pubblicitari. Sì, è pur vero che lo spazio a in pieno centro Formia è quello che è, ma se si vuole basta organizzarsi un po’. Persino il più piccolo dei centri noleggio di vhs e dvd offre più scelta.
E poi c’è, quella grande fregatura della promozione dei tappi (o come dice la cassiera, sguardo ammiccante e sorrisetto ebete, “il‘couponâ€) delle Pringles, porti un tappo alla Blockbuster e ti noleggi gratis un film: ti presenti lì e ti dicono che devi avere la tessera. Se non ce l’hai, te la devi fare, al modico prezzo di 6 euro, altrimenti puoi tornare a casa con in mano il tuo coupon.
E’ chiaro il 99 per cento delle persone, che magari si sono fatte dei chilometri per stare lì, di fronte alla richiesta di pagare non alzano i tacchi ma aprono il portafoglio. Forse storcendo un po’ il naso, ma pagano. E passi anche la prassi burocratica di scrivere su un foglietto i propri dati anagrafici, il recapito telefonico, il numero dei figli, televisori, videoregistratori, dvd, antenne paraboliche presenti in famiglia: si tratta di un contratto, e lo capisci girando il foglio, perché sta tutto scritto a caratteri lillipuziani, ed in calce il posto non per una, ma per TRE firme, roba che se compri una macchina ci metti meno tempo.
Finalmente la tessera è pronta, la cassiera ti dice che puoi usarla dovunque, in qualsiasi parte d’Italia. Se per tutta risposta, anziché annuire, le chiedi se c’è altro da compilare, o altri documenti da mostrare, perchè stai lì da mezz’ora e vuoi noleggiare il tuo benedetto film (gratis), è una reazione normale, non preoccuparti, perché loro, gli amiconi del Blockbuster, pensano a tutto. Hai fame? Hai sete? Vuoi una caramella? Comprati tutto il pacchetto, due euro. Una coca cola? Un pacchetto di patatine? Sarai accontentato con appena un paio di euro cadauno, direttamente dai distributori e dagli scaffali che, da soli, occupano più spazio di quelli delle videocassette.
Per fortuna che io non avevo nessun genere di languorino (in caso contrario, comunque, lo avrei tenuto a freno, per il bene della salute ma anche del portafoglio, con quei prezzi!!) ma volevo solo affittare quella benedetta videocassetta e andarmene.
Ah, già , la videocassetta. Dico alla cassiera il titolo di un film – novità , lei fa per digitare tre euro e dieci (tre euro e dieci!! Ma se nel negozio sotto casa pago due euro, perché dovrei pagarne tre euro e dieci?), la fermo appena in tempo, la informo che ho il coupon omaggio. “Ah, allora, com’è scritto sul coupon, puoi prendere un film di catalogoâ€.
Ecco la seconda fregatura, dopo quella della tessera a pagamento obbligatoria.
Se la scelta era già fortemente limitata includendo i film novità , adesso, di fronte al listino ‘di catalogo’ , non sai cosa prendere. Una settantina di film in tutto, di cui un’abbondante trentina sono cartoon, il resto puro vecchiume.
Alla fine ne prendi uno, ma proprio perché è gratis. “E mi raccomando, lo devi riportare indietro domani, altrimenti devi pagare 1 euro e 55 in più per ogni giorno in più. Buona serata†avverte la cassiera, sempre con il sorrisetto stampato sulle labbra.
E già , ragazzi, è proprio vero. Il gratis costa. Costa caro.
La notizia dell’apertura del Blockbuster, qualche settimana fa, in piena visibilità , sulla Litoranea, aveva praticamente incoronato Formia come efficiente centro commerciale.
C’è di tutto, trovi di tutto, e in apparenza sembra così nel nuovo store di home video, affiancato alle recenti affermazioni dei numerosi centri di elettrodomestici, supermercati e alimentari. Ma, badate bene, si tratta solo di apparenza.
Il desiderio e il sogno di trovare la videocassetta preferita, quel film cult, un po’ vecchiotto e per i collezionisti che non lo trovi in noleggio nemmeno se lo paghi a peso d’oro, scema appena trascorri i primi cinque minuti nei nuovissimi locali del Blockbuster.
Poca scelta, locali piuttosto piccoli, tutto il contrario di quanto vedi o immagini dagli spot pubblicitari. Sì, è pur vero che lo spazio a in pieno centro Formia è quello che è, ma se si vuole basta organizzarsi un po’. Persino il più piccolo dei centri noleggio di vhs e dvd offre più scelta.
E poi c’è, quella grande fregatura della promozione dei tappi (o come dice la cassiera, sguardo ammiccante e sorrisetto ebete, “il‘couponâ€) delle Pringles, porti un tappo alla Blockbuster e ti noleggi gratis un film: ti presenti lì e ti dicono che devi avere la tessera. Se non ce l’hai, te la devi fare, al modico prezzo di 6 euro, altrimenti puoi tornare a casa con in mano il tuo coupon.
E’ chiaro il 99 per cento delle persone, che magari si sono fatte dei chilometri per stare lì, di fronte alla richiesta di pagare non alzano i tacchi ma aprono il portafoglio. Forse storcendo un po’ il naso, ma pagano. E passi anche la prassi burocratica di scrivere su un foglietto i propri dati anagrafici, il recapito telefonico, il numero dei figli, televisori, videoregistratori, dvd, antenne paraboliche presenti in famiglia: si tratta di un contratto, e lo capisci girando il foglio, perché sta tutto scritto a caratteri lillipuziani, ed in calce il posto non per una, ma per TRE firme, roba che se compri una macchina ci metti meno tempo.
Finalmente la tessera è pronta, la cassiera ti dice che puoi usarla dovunque, in qualsiasi parte d’Italia. Se per tutta risposta, anziché annuire, le chiedi se c’è altro da compilare, o altri documenti da mostrare, perchè stai lì da mezz’ora e vuoi noleggiare il tuo benedetto film (gratis), è una reazione normale, non preoccuparti, perché loro, gli amiconi del Blockbuster, pensano a tutto. Hai fame? Hai sete? Vuoi una caramella? Comprati tutto il pacchetto, due euro. Una coca cola? Un pacchetto di patatine? Sarai accontentato con appena un paio di euro cadauno, direttamente dai distributori e dagli scaffali che, da soli, occupano più spazio di quelli delle videocassette.
Per fortuna che io non avevo nessun genere di languorino (in caso contrario, comunque, lo avrei tenuto a freno, per il bene della salute ma anche del portafoglio, con quei prezzi!!) ma volevo solo affittare quella benedetta videocassetta e andarmene.
Ah, già , la videocassetta. Dico alla cassiera il titolo di un film – novità , lei fa per digitare tre euro e dieci (tre euro e dieci!! Ma se nel negozio sotto casa pago due euro, perché dovrei pagarne tre euro e dieci?), la fermo appena in tempo, la informo che ho il coupon omaggio. “Ah, allora, com’è scritto sul coupon, puoi prendere un film di catalogoâ€.
Ecco la seconda fregatura, dopo quella della tessera a pagamento obbligatoria.
Se la scelta era già fortemente limitata includendo i film novità , adesso, di fronte al listino ‘di catalogo’ , non sai cosa prendere. Una settantina di film in tutto, di cui un’abbondante trentina sono cartoon, il resto puro vecchiume.
Alla fine ne prendi uno, ma proprio perché è gratis. “E mi raccomando, lo devi riportare indietro domani, altrimenti devi pagare 1 euro e 55 in più per ogni giorno in più. Buona serata†avverte la cassiera, sempre con il sorrisetto stampato sulle labbra.
E già , ragazzi, è proprio vero. Il gratis costa. Costa caro.


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