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giovedì, 31 luglio 2003
Piccola tromba d’aria, qualche minuto fa. Decine di aghi di pino del grosso abete di fronte che entrano nel lavandino del bagno e cospargono interamente il terrazzo, un po’ di spavento, corri corri generale a chiudere le tende da sole, sento qualche finestra sbattere violentemente e qualche vetro rotto dai palazzi di fronte, ma nulla più. Per fortuna, è il massimo che può accadere a Gaeta. Ma meglio non sfidare la sorte (oh, oh…vedo dei nuvoloni neri minacciosi…).
Scritto da: Riccardo Galletti  alle ore 20:17 | Link
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Ecco sinteticamente le novità in questi lunghi giorni di assenza: è terminata la ‘finestra’ dedicata agli esami, Haitan avrà fatto i suoi buon 9-10 esami tanto da guadagnarsi per tutto l’anno prossimo l’ennesima rata della borsa di studio e il saluto ‘Gaetà, beat’ a te!!’ , Vegeta è ufficialmente laureando, ha passato tutti gli esami, tranne informatica II che farà a settembre, Milhouse ha incrementato la sua media che adesso sfiorerà il ventinove, Dauìd è riuscito a passare Teoria dei fenomeni aleatori e adesso fa lo spiaggino a Gianola, io sto facendo volantinaggio per quattro volte al settimana, e Ludik è ricomparso sul Corsivo, con uno splendido articolo sul fenomeno gaetano del momento, Antonio Ciano e la sua TMO, la prima tv di quartiere non commerciale italiana. C'è anche il forum, e il primo post, udite udite, è il mio...
Scritto da: Riccardo Galletti  alle ore 20:11 | Link
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sabato, 26 luglio 2003
I francesi mi sono sempre stati un po’ antipatici. Troppo nazionalisti, eccessivamente garantisti nei confronti della loro identità culturale, della loro lingua, dei loro prodotti enogastronomici, si credono leader in tutto, al pari della superpotenza americana, dalla cui invasione culturale e glossografica cercano di difendersi. Adesso il ministro della Cultura vuole evitare l’uso di email, parola inglese ormai entrata nel vocabolario universale. Al suo posto si troverà courriel, abbreviazione di ‘courrier electronique’, termine già molto più usato di email, giura la commissione sui Neologismi. E’ come se noi al posto di e-mail usassimo elemessaggio, forzatura inutile e arrogante. E a che scopo? Siete solo dei poveri illusi, cari francesi. Il fatto è che vi irrita che l’inglese sia la lingua più parlata al mondo, vero passepartout per ogni viaggiatore. O no?
Scritto da: Riccardo Galletti  alle ore 15:07 | Link
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Un grande ringraziamento a Gigi Casadei (no, non è parente del romagnolo che balla il liscio) per il primo mms (il quarto o quinto mms in assoluto, dopo quelli del laboratorio di misura e qualcuna al parco antistante la facoltà. Li trovate tutti foto (introvabile sul Web) già in tempo per la (chiamiamola così, ma è una bestemmia) recensione dell’esame superato, ma va bene così. Grazie, Gigi!
Scritto da: Riccardo Galletti  alle ore 15:04 | Link
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Fiocco rosso per Mila, mia cugina, da ieri dottoressa in Medicina all’Università di Messina. Da elogiare e prendere come esempio, titolo da 110 in appena sei anni, nemmeno un giorno fuori corso. Peccato l’incontentabilità della ragazza: la tristezza per la lode mancata è dir poco irragionevole. Congratulazioni ed in bocca al lupo per la specializzazione in oculistica.
Scritto da: Riccardo Galletti  alle ore 14:33 | Link
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I napoletani sono come i cinesi. Stanno dappertutto. Purtroppo. [N. Sertale]
Scritto da: Riccardo Galletti  alle ore 14:26 | Link
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giovedì, 24 luglio 2003
Più per sfizio che per necessità, torno a scrivere quattro scemenze su questo blog. Poco, anche perché con il caldo di questi giorni, tra notti col cuscino bagnato dal sudore e di giorno, quando sono costretto a tre cambi di magliette nel lavoro di volantinaggio (che ho ripreso, per proseguire per tutto agosto, proprio oggi), non hai più la forza di connettere. Ah, scusate. Per oggi ho già finito.
Scritto da: Riccardo Galletti  alle ore 19:55 | Link
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domenica, 20 luglio 2003
L’esito dell’ultimo appello di teoria dei fenomeni aleatori (un copia – copia generale) non mi scandalizza. Era quasi prevedibile che in un esame dove l’orale non è obbligatorio si presentino “persone mai viste che non hanno seguito il corso nĂ© studiato”, animate solo dalla speranza di una sbirciatina al collega a lato. E così quasi non ti fa piĂą rabbia che i â€cazzeggiatori’ di facoltĂ , studenti che non si meriterebbero questo appellativo, persone da nemmeno un esame all’anno agguantano, senza meritarselo, voti di tutto rispetto, in barba ai colleghi che si sono impegnati tutto l’anno, rimandando impegni per assistere ai corsi e sudando ore e ore sui libroni. Potrei farvi i nomi, ma sarebbe inutile: cose di questo genere avvengono in ogni universitĂ , da Cassino a La Sapienza, da Trento al Politecnico di Torino. Da noi, e non lo faccio per vantarmi, ma solo per convinzione di un giusto metodo didattico, per fortuna gli esami col solo scritto sono pochi, così come quelli che prevedono esoneri, si possono contare sulle dita di una mano. Un guaio, per i molti che vogliono laurearsi in tempo, e costretti a perdere settimane su un singolo esame, quello piĂą tosto, quello da una decina di ammessi ad appello, ma nello stesso tempo anche una solida barriera su cui sono costretti a spiaccicarsi quanti credono di vivere di rendita all’universitĂ : è dura, è una selezione continua, molti abbandoni e trasferimenti, ma è anche la sicurezza di una preparazione impeccabile, non coltivata sulle spalle di qualche secchione, ma con ore e ore di studio individuale. Ecco perchĂ© non c’è posto per la rabbia, ma solo pena per una fortuna (per loro) passeggera, che sai che può solo riempire tre o quattro voci quasi prive di senso nel libretto. Da qui alla laurea, un abisso, in termini di preparazione, di metodo, di applicazione. Il tempo, per fortuna, aggiusterĂ  le cose.

“Fama di loro il mondo esser non lassa;
misericordia e giustizia li sdegna: non ragioniam di lor, ma guarda e passa”

[Dante]



Scritto da: Riccardo Galletti  alle ore 14:35 | Link
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Tuo figlio fa i capricci?
Non dorme?
Non mangia?
Piange in piena notte?
Chiamami. Sarò ben felice di aiutarti.

Anna Maria - Cogne

[meravigliosa battuta (battuta?) sulla newsletter di bastardidentro.com]
Scritto da: Riccardo Galletti  alle ore 14:21 | Link
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Alcune volte credi che certi personaggi famosi siano immortali. Poi ti svegli un giorno e vedi il titolo a caratteri cubitali “E’ morto Sandro Ciotti” e ripensi alle ore passate alla radio ad ascoltare quelle telecronache così caratteristiche, quella voce cavernosa, quasi metallica, così suggestiva. The ‘voice’ non c’è più. Amara considerazione che il tempo passa, e passa anche per loro.
Scritto da: Riccardo Galletti  alle ore 14:16 | Link
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Allenamento m. bike del 19 luglio 2003:
percorso: Gaeta – Formia Vindicio – Itri - Fondi e ritorno;
difficoltĂ : medio - bassa;
distanza totale: 44.7 km;
velocitĂ  media: 20.7 km/h;
velocitĂ  massima: 48 km/h;
tempo totale: 2 h 10';
note: Percorso completamente piatto, difficoltà quasi ridicola, se non fosse per il caldo opprimente. Allenamento posticipato di un’ora a causa di una foratura.






Scritto da: Riccardo Galletti  alle ore 14:11 | Link
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giovedì, 17 luglio 2003
Impicciatissimo con gli esami, proseguirò a singhiozzo per la prossima settimana. Scusate.
Scritto da: Riccardo Galletti  alle ore 20:02 | Link
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Tremendo: il mio Norton è entrato in funzione ben 4 volte, oggi. Un invasione di virus.
Scritto da: Riccardo Galletti  alle ore 19:56 | Link
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Pagavano da 1500 a 3000 euro per esame. Sono state arrestate 18 persone. E’ successo a “La Sapienza”, mica un’università di serie B, come è considerata da molti Cassino. Un ateneo prestigioso, famoso, l’orgoglio di Roma, un passepartout per il mondo del lavoro, è miseramente caduto in basso. Certo, non facciamo di tutta l’erba un fascio: per ora è toccato a Giurisprudenza, in futuro chissà. Un bel pretesto per rilanciare la Cassino bistrattata, quella che ‘dà incertezze’, quella che ‘ti fa rimanere disoccupato a vita’, quella dove ‘gli esami sono una cazzata’, quella che ‘non mi sembra nemmeno un’università’, sissì parlate pure. Lo so che è stupido dire questo, che è un episodio isolato, che La Sapienza rimane un’università dalla nomea indiscutibile, ma lo prendo volentieri come ottima ragione per discutere con gli ignoranti (e non parlo solo di anziani che non sanno nemmeno com’è fatta un’università, ma anche di miei coetanei che se la tirano solo perché studiano – dicono loro, ma, molto spesso, cazzeggiano – a ‘La Sapienza’): “Roma? Mah, insomma, eppoi hai visto che roba questi esami truccati?”. Ogni ateneo hai i suoi problemi, vedi la chiusura delle immatricolazioni a Scienze della Comunicazione. Il problema di Cassino è che è schifosamente collegata: manca un nodo ferroviario con Formia, ci sono autobus solo ogni ora che impiegano un’ora e mezza per fare i 45 chilometri che la separa da Gaeta. Basta avere la fortuna di possedere un’auto, o di abitare da quelle parti, e per il resto tutto bene, o meglio, niente da invidiare alle università romane. Perché tanto accanimento? Perché non ce la faccio più di madri orgogliose di figli studenti - modello che studiano a Roma. Non è invidia, solo senso di fastidio. Un primo incontro con l’odiosa categoria lo feci ancora ai tempi delle superiori: la prof. Molino, docente di lettere che decantava le figlie (quasi trentenni!!!) che, proprio a Giurisprudenza, “si permettevano di rifiutare il ventisette, per mantenere intatta la media del ventinove”. Puah. Ma dopo la notizia di oggi, credo che si sia ammutolita. Meglio così.
Scritto da: Riccardo Galletti  alle ore 19:49 | Link
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lunedì, 14 luglio 2003
B. O. Brian, Rotten Egg Reggie, Sweat Sox Sammy, Toe Jam Jimmy. Apparentemente possono essere comuni nomi inglesi di persona, invece no. Sono nomi di giocattoli, ma non giocattoli qualsiasi, di quelli come i Power Rangers, o i Cicciobello. Sono gli Stink Blasters, in italiano, i Puzzones. Li premi e emanano odor acre di sudore, di calzini sporchi, di piedi sudati, di peti nauseabondi, di uova marce. Peppe ascella acidaSono la novità del momento, e chissà quanto avranno successo fra i bambini. In qualche senso sono gli anti Harry – Potter: lui così precisino, maghetto con l’aria da secchione irreprensibile (premetto: non ho visto il film, poi se piglia a schiaffi l’insegnante o scavalca muri di dieci metri o rutta a tavola non lo so, e non mi interessa saperlo), loro così anticonformisti nel rappresentare i peggiori vizi nella trasandatezza e dell’antiigiene del genere umano. C’è Peppe ascella acida (foto a fianco), canottiera bianca alla muratore e ascelle (non pelose, comunque, ma è un particolare secondario) sudate e olezzanti, con tanto di macchie gialle: “realized that he could get an edge on the competition if he avoided showers and never changed his t-shirt, undies, socks or jock strap”. C’è il tipo a cui piace mangiare uova marce con tutti i gusci, pesce fradicio, e omelettes con cipolle e catrame: aspetto normale, se non fosse per la puzza di uova marce che emana, a tal punto che “his own parents wear oxygen masks around the house so they don't pass out!”. C’è il rosso che non si cambia i calzini dal ’92, e Jimmy, i cui piedi sono da tempo coltura per funghi, vesciche e calli, e molti altri ancora. Poco educativi, insomma, ma alla fine divertenti. Con la speranza che non diventino oggetto di emulazione. Ve lo immaginate, care mamme, il vostro bambino, pupazzetto maleodorante in mano tutto il giorno, che di fronte alla vostra richiesta di venire a farsi la doccia risponda: “No, non voglio. Voglio diventare come i Puzzones, non voglio lavarmi e cambiarmi mai piu!!!”. Nel caso del bambino de ‘La vita è bella’ gli è servito a salvargli la vita, ma quella è un’altra storia.
Scritto da: Riccardo Galletti  alle ore 19:46 | Link
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Qualcuno si sarà accorto che fino ad ora non mi sono lamentato del sovraffollamento estivo di Gaeta. Com’è, quest’anno non c’è stata l’invasione dei casertani? Hanno chiuso le frontiere? Nessun problema di traffico, di rumori molesti, di code ai supermercati, di parcheggio, di razionamento idrico, tutta tranquillità e pace? Macché, tutto al contrario, come ogni anno, ovviamente. Gli unici a gioire del sovraffollamento estivo sono i proprietari di stabilimenti balneari e negozi, nonché i cinquanta ausiliari del traffico assoldati per rimpinzare le casse del Comune. Ad aggiungersi a questo, al caldo e al rischio black out, è la questione del porto: il sindaco Magliozzi vuole aderire al network di Civitavecchia, il Tar gli dà ragione. Formia, con Bartolomeo accanito oppositore, promuove un ricorso al Tribunale amministrativo regionale. Nei prossimi giorni Magliozzi ha convocato un tavolo di discussione sull’argomento, ma non inviterà Bartolomeo. E’ guerra. E intanto è anche saltato il referendum cittadino per decidere se far diventare il nostro porto un indotto di Civitavecchia. Chi dice che porterà lavoro lustro al paese, chi si lamenta che genererà solo problemi ambientali, peggiorando traffico e danneggiando i Comuni limitrofi. Per sapere come andrà a finire, ci vorrà del tempo.
Scritto da: Riccardo Galletti  alle ore 19:36 | Link
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giovedì, 10 luglio 2003
Il dottor Skiripillinzi L’elogio del Cesso, con la C maiuscola: è questo il contenuto dell’articolo su gaetaninelmondo.it del fantomatico dottor Mario Skiripillinzi, strano nick scelto da Mauro della ditta di volantinaggio dove ogni tanto lavoro. Mauro, la vera identitĂ  del dottor SkiripillinziIl sito, che raccoglie molte foto di serate in discoteca e dell’ultimo viaggio a Ibiza di un gruppo di gaetani di cui fa parte il già citato Mauro, vuole essere un punto d’incontro tra i tanti gaetani sparsi nel mondo, di cui, come è scritto sul sito, il più famoso è “senz’altro il dj Claudio Coccoluto”. Nel primo articolo, redatto proprio dal ‘dottor Skiry’, oltre a citare il mitico Banderas, (definizione: noto personaggio gaetano che tempo fa somigliava all'attore, e che oggi e un misto tra nu' puorc e Fedro del Grande fratello..), si loda il gabinetto come re delle stanze d’ogni casa, […], si assaporano aromi e amarezze, dove la libertà può essere a portata di mano. […] Ma come tutte le cose c’è sempre il rovescio della medaglia: […] si consumano anche tragedie avanti allo specchio, […] scopri di avere una nuova ruga, che stai perdendo i capelli in preda ad un esaurimento […] o che ti tagli mentre ti stai sbarbando.
MA la vera chicca è dopo, con la considerazione che sono ben nutrite le schiere di persone che hanno già preso decisioni importanti seduti sul water; […] quanto sarebbe stato diverso il mondo oggi se Bush o Saddam si sarebbero chiusi nel Cesso per riflettere un po’ di più di quanto hanno fatto, sempre ricordandosi di tirare la cordicella dello scarico perché di stronzi in questo mondo ne abbiamo in abbondanza.
In onor di cotanta lauda del water, ho inaugurato proprio oggi, sul mio desktop, il nuovo suono dello svuotamento del cestino: ovviamente, lo scarico del Cesso.
Scritto da: Riccardo Galletti  alle ore 21:42 | Link
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mercoledì, 09 luglio 2003
Orale di Informatica II, ore di attesa e due autobus persi
Una giornata indimenticabile, può essere tanto meravigliosamente piacevole quanto orribilmente irritante, ugualmente, nel bene e nel male, riesce ad aprire una piccola breccia nei ricordi. Credo che la giornata di ieri mi abbia procurato tanto stress da guadagnarsi quell’aggettivo, se non proprio indimenticabile, almeno di particolare. Evento centrale è l’orale dell’esame di Fondamenti di Informatica II, temibile e perditempo modulo che in molti, troppi tralasciano per poi passarla qualche mese prima della laurea. Solo in apparenza infatti, l’esame si può considerare come banale sequel del primo modulo di Informatica.il prof. Claudio De Stefano, in un mms scattato da un collega all'universitĂ  Qui in ballo c’è lo studio di puntatori, classi, strutture: il C++ all’ennesima potenza, cinque crediti che ne sembrano almeno il doppio. Se poi aggiungiamo la meticolosità del prof. Claudio De Stefano (foto a destra), docente del corso, calvizie alla Lucio Dalla e voce alla Lubrano, che troppo spesso dimentica che non si trova dinanzi a provetti programmatori, ma solo a studenti che con difficoltà ricordano i rudimenti del corso precedente, addirittura risalente ad un anno prima, per gli studenti in corso. Il risultato è un ammasso di nozioni teoriche e poche, pochissime esercitazioni in aula informatica, rese insopportabili per la rottura dell’impianto condizionatore, in pieno giugno. Le difficoltà cominciano a farsi sentire, e dal quasi centinaio iniziale i ragazzi che seguono il corso si riducono ad una ventina. Giovedì 27 giugno termina il corso, lunedì 30 già il primo appello. Passo con riserva, per la preparazione dell’orale ho una settimana di tempo, ma voglio rifare la prova al PC nel tentativo di migliorare: c’è da creare un programma che riceve in ingresso due liste, calcola la media totale, chiede all’utente di inserire un numero k tra 0 e 1, fonde le due liste, trascurando i valori che non sono all’interno di un certo intervallo, dipende dal valore medio e da k. Non complicatissimo, almeno in apparenza: nessun errore in compilazione, il programma gira ed esegue il compito. Ma c’è un ma: doveva fondere ed eliminare contemporaneamente dalle liste, non prima l’uno e poi l’altro. Una pignoleria su cui cade anche Milhouse, e che quasi mi pregiudica la prova. Risultato: entrambi ammessi con riserva, ancora una volta. Inutile perdere tempo, do subito l’orale, Milhouse ripeterà il pratico a settembre. Sono penultimo degli esaminati, dalle 10 di mattina aspetto fino alle 15.00. Per farla breve, il prof. mi chiede anche uno dei pochi argomenti che non sapevo, maledetta sfortuna. Alla fine me la cavo con 25, il massimo voto della giornata era stato un 26. Stringo la mano al prof, solita discussione per “quel brutto 19 a Termodinamica”, ma “in fondo non hai una cattiva media”.
Sono le 16.30, giusto in tempo per perdere l’autobus, partito due minuti prima: devo aspettare il prossimo, quello delle 17.30. Stress che si aggiunge ad altro stress. Una giornata lunghissima, ore ed ore d’attesa, e adesso ci mancava anche questo. Attendo pazientemente, in piedi per non esser tormentato da zecche e dai topi che scorrazzano indisturbati sul muretto vicino al capolinea, un mondezzaio all’aria aperta. Nei paraggi c’è persino un pazzo ubriacone, che agitando il dito a mezz’aria con aria minacciosa spaventa bambini e i clienti del vicino discount Dico. Ma la giornata, purtroppo, non era finita. Ignaro di quanto doveva ancora accadere, giungo a Formia, inutile commentare il viaggio lungo i vari curvoni di Ausonia, addolcito solamente dalla bravura dell’autista. “C’è la coincidenza delle 18.40 che parte dalla piazza della stazione” penso tra me e me, sicuro di farcela. Invece no, perdo anche questo autobus, che vedo sfilare, per pochi secondi, davanti a me, colpa dell’autista perditempo. “aspettiamo ancora un buon venti minuti, ho aspettato tanto e aspettiamo ancora”, urlo, idealmente, irritato, nel mio soliloquio mentale, “che altro può accadere?”. Quello che non ti aspetti.
Il bus parte, fermata di Piazza Mattei, poi il motore di spegne. “che succede?” domanda una vecchina all’autista, grondante di borse più grandi di lei. “Mi hanno detto di fermarmi. C’è la banda musicale che deve passare”. Non so se piangere, imprecare contro quel destino bastardo o sfidarlo: “Vai, che altro devi far accadere? Finisce la benzina, facciamo un incidente, qualcuno si sente male sull’autobus e si deve nuovamente fermare?”. Alzo gli occhi al cielo, incurante degli squilli di tromba e dei rulli di tamburo così vicini da essere insopportabili, come tutto il resto, poi, di quella assurda, indimenticabile giornata, per fortuna priva di altri intoppi. Arrivo a casa alle 19.45, esausto, ma tutto sommato felice. Se altri esami saranno così, sarò costretto a flebo di Supradyn. Come minimo.
Scritto da: Riccardo Galletti  alle ore 19:37 | Link
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    cassino, universitĂ 

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Gli inquilini del palazzo stanno davvero esagerando: televisione col volume a palla fino all’una, a volte anche le due di notte. Sordi alle nostre lamentele, io e mia madre abbiamo preparato l’attacco: alle cinque di mattina io col telefonino faccio squillare il loro telefono, un quarto d’ora dopo mia madre, voce spaventosamente cavernosa li chiama e fa: “casa Esposito?” “No, ha sbagliato numero”, bum! e gli attacca il telefono in faccia. Più e più volte, fino all’esaurimento. Gentili nella risposta la moglie e uno dei figli, alla terza volta il marito fa “Signòò, ma che numero sta a ‘ffa? Ma che vuole?”. Pronto attacco di mia madre: una parolaccia (qui ci sta a pennello), e ancora chiusura secca del telefono. E grasse risate, dopo. Così imparano a far casino fino a tardi.
Scritto da: Riccardo Galletti  alle ore 11:56 | Link
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sabato, 05 luglio 2003

La ricarica per la patente a punti, semplice come un telefonino
A proposito di patente a punti, merita senz’altro la pubblicazione l’immagine qui a fianco, tratta dalla newsletter di bastardidentro.com, e il testo di questa e – mail, dalla newsletter di Claudio Sabelli Fioretti:
Alle ore 24 di ieri vigili urbani, poliziotti della strada e carabinieri sono usciti dalle loro tane e si sono sparsi per le strade di tutta Italia. Senza casco? Zac! Via un pezzetto di patente. Telefonino? Zac zac, pezzettone di patente. Dio che felicità. Popoli di senza cintura cominciano a tremare, orde di superatori folli si fanno prudenti. Ma perché prima no? Voglio dire: perché prima vigili, agenti e carabinieri perdonavano a telefonisti e scinturati? Perché prima conversori a U, duecentoalloristi e passatori con il rosso se ne fregavano altamente di leggi e regolamenti? Prima non esisteva il codice della strada?

Il problema è che le leggi, in Italia, sono un optional. L'unica cosa che modifica i nostri comportamenti sono le sanzioni. Le multe, teoricamente, esistevano anche prima. Ma erano quelle di sosta, libidine dei vigili urbani. E poi: che cosa sono cento euri per uno che ha la Ferrari? Ha speso mezzo miliardo di lire per correre a 300 all'ora. Si fermerà davanti a una multa che al massimo può impensierire un extracomunitario? La risposta è no. Ma se cominciano a tagliuzzarti la patente, allora è diverso. Se ti tocca andare ai corsi di rieducazione, roba da Cina veterocomunista, la cosa si fa pesante. Insomma: evviva le patenti a punti! Se fosse per me estenderei l'idea a tutta la vita. Arrivi tardi all'appuntamento? Due punti. Butti cartaccia per la strada? Cinque punti. Non mantieni la parola data? Dieci punti. Racconti barzellette stupide? Quindici punti. Fumi vicino al prossimo? Venti punti. Ti rifiuti, usando ogni cavillo possibile, di farti processare? Trenta punti. E quando arrivi a cinquanta punti, se vuoi evitare la gogna, vieni affidato ai servizi sociali che ti fanno seguire un corso di educazione civica. Se superi l'esame, ti riviene data l'intera dote di cinquanta punti. Una vita a punti.
Scritto da: Riccardo Galletti  alle ore 16:03 | Link
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Domani le olimpiadi degli hacker, a rischio centinaia di migliaia di siti in tutto il mondo. 6000 punti, il vincitore della sfida si aggiudicherà un nome di dominio a sua scelta, 500 MB di spazio Web e un numero illimitato di indirizzi e-mail. Meno male solo che i sitarelli dei privati non saranno toccati...
Scritto da: Riccardo Galletti  alle ore 15:51 | Link
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No, non ce la facciamo più della lagna da madre – modello della Franzoni. “Non sono stata io. Sono innocente. Perché non volete credermi?”. E già, poveretta. Ce l’abbiamo tutti con lei, vogliamo che riprenda il processo e che venga rinchiusa in gattabuia, e magari anche buttata via la chiave. E no, cara Annamaria, non vogliamo condannare una Giovanna D’arco qualsiasi. Vogliamo solo che si assumi le sue responsabilità. Se ha ucciso suo figlio, lo dica, per un po’ rischierà di essere linciata da tutti, poi si calmeranno le acque. Ma stando zitta, e, anzi, proclamando la sua innocenza, farà del male a sé stessa, a tutti noi che sopportiamo questa vicenda di cui ne abbiano piene le scatole, e soprattutto, ammazzerà una seconda volta suo figlio. Cosa penserà il suo bambino, l’ultimo nato, “Sono il sostituto del mio fratello?” “Ho una madre assassina?”. E non basterebbero mille Taormina a chiudere il caso, a togliere il dubbio. Confessi, cara Annamaria, confessi. Per il bene di tutti.
Scritto da: Riccardo Galletti  alle ore 15:16 | Link
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Allenamento m. bike del 04 luglio 2003:
percorso: Gaeta – Formia Vindicio – Itri - Fondi e ritorno;
difficoltĂ : media;
distanza totale: 59.8 km;
velocitĂ  media: 19.7 km/h;
velocitĂ  massima: 65 km/h;
tempo totale: 3 h 02';
note: ritorno su un percorso che quasi ha perso il fascino originario. Quasi un passeggiata, se non fosse per lo strappo da Itri al cimitero di Itri e al ritorno la difficile salita sotto il solleone da Fondi nuovamente al cimitero itrano. Stanchezza finale, dovuta all’eccessiva afa.






Scritto da: Riccardo Galletti  alle ore 15:00 | Link
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mercoledì, 02 luglio 2003
Volevo scrivere, appena due giorni fa, qualcosina su questa patente a punti, vera novità del momento, oltre alle solite pagliacciate di Berlusconi all’esordio del semestre italiano alla guida dell’UE. “Credo che la novità della patente a punti e l’inasprimento delle sanzioni a carico degli automobilisti sia quasi inutile se non si aumentano i controlli. Altrimenti si rischia spaccare in due l’Italia: il centro nord, con controlli regolari ed automobilisti indisciplinati che si vedranno ritirare la patente per essere costretti a salutari aggiornamenti sul codice della strada, e il sud, da Formia in giù, con automobilisti che continueranno a fare i loro comodi, in barba alle leggi, che raramente vengono multati dai pochi ed accomodanti vigili”.
Ma leggendo i giornali, sentendo le notizie dei telegiornali devo ricredermi: sembra che va meglio di quanto mi aspettavo, molti fermi, alcune patenti sequestrate, automobilisti che rispettano le regole, addirittura a Formia si vedono pattuglie di polizia e carabinieri (evento più raro di un’eclissi solare, direi, tanto che Dauìd ha promesso che per la prima volta metterà le cinture di sicurezza anche in pieno centro cittadino). Speriamo che il miracolo continui.
Scritto da: Riccardo Galletti  alle ore 20:03 | Link
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La cosa (l'unica) che non mi piace di questo Splinder è il metodo automatico nel controllo del numero dei post nella pagina. Appena scatta il nuovo mese, puf!, spariscono i post vecchi.
Scritto da: Riccardo Galletti  alle ore 19:58 | Link
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