giovedì, 31 luglio 2003
Piccola tromba d’aria, qualche minuto fa. Decine di aghi di pino del grosso abete di fronte che entrano nel lavandino del bagno e cospargono interamente il terrazzo, un po’ di spavento, corri corri generale a chiudere le tende da sole, sento qualche finestra sbattere violentemente e qualche vetro rotto dai palazzi di fronte, ma nulla più. Per fortuna, è il massimo che può accadere a Gaeta. Ma meglio non sfidare la sorte (oh, oh…vedo dei nuvoloni neri minacciosi…).
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Ecco sinteticamente le novità in questi lunghi giorni di assenza: è terminata la ‘finestra’ dedicata agli esami,
Haitan avrà fatto i suoi buon 9-10 esami tanto da guadagnarsi per tutto l’anno prossimo l’ennesima rata della borsa di studio e il saluto ‘Gaetà, beat’ a te!!’ ,
Vegeta è ufficialmente laureando, ha passato tutti gli esami, tranne informatica II che farà a settembre,
Milhouse ha incrementato la sua media che adesso sfiorerà il ventinove,
Dauìd è riuscito a passare Teoria dei fenomeni aleatori e adesso fa lo spiaggino a Gianola, io sto facendo volantinaggio per quattro volte al settimana, e
Ludik è ricomparso sul Corsivo, con uno splendido articolo sul fenomeno gaetano del momento, Antonio Ciano e la sua TMO, la prima tv di quartiere non commerciale italiana. C'è anche il
forum, e il primo post, udite udite, è il mio...
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sabato, 26 luglio 2003
I francesi mi sono sempre stati un po’ antipatici. Troppo nazionalisti, eccessivamente garantisti nei confronti della loro identità culturale, della loro lingua, dei loro prodotti enogastronomici, si credono leader in tutto, al pari della superpotenza americana, dalla cui invasione culturale e glossografica cercano di difendersi. Adesso il ministro della Cultura vuole evitare l’uso di email, parola inglese ormai entrata nel vocabolario universale. Al suo posto si troverà courriel, abbreviazione di ‘courrier electronique’, termine già molto più usato di email, giura la commissione sui Neologismi. E’ come se noi al posto di e-mail usassimo elemessaggio, forzatura inutile e arrogante. E a che scopo? Siete solo dei poveri illusi, cari francesi. Il fatto è che vi irrita che l’inglese sia la lingua più parlata al mondo, vero passepartout per ogni viaggiatore. O no?
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Un grande ringraziamento a Gigi Casadei (no, non è parente del romagnolo che balla il liscio) per il primo mms (il quarto o quinto mms in assoluto, dopo quelli del laboratorio di misura e qualcuna al parco antistante la facoltà. Li trovate tutti
foto (introvabile sul Web) già in tempo per la (chiamiamola così, ma è una bestemmia) recensione dell’esame superato, ma va bene così. Grazie, Gigi!
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Fiocco rosso per Mila, mia cugina, da ieri dottoressa in Medicina all’Università di Messina. Da elogiare e prendere come esempio, titolo da 110 in appena sei anni, nemmeno un giorno fuori corso. Peccato l’incontentabilità della ragazza: la tristezza per la lode mancata è dir poco irragionevole. Congratulazioni ed in bocca al lupo per la specializzazione in oculistica.
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I napoletani sono come i cinesi. Stanno dappertutto. Purtroppo. [N. Sertale]
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giovedì, 24 luglio 2003
Più per sfizio che per necessità, torno a scrivere quattro scemenze su questo blog. Poco, anche perché con il caldo di questi giorni, tra notti col cuscino bagnato dal sudore e di giorno, quando sono costretto a tre cambi di magliette nel lavoro di volantinaggio (che ho ripreso, per proseguire per tutto agosto, proprio oggi), non hai più la forza di connettere. Ah, scusate. Per oggi ho già finito.
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domenica, 20 luglio 2003
L’esito dell’ultimo appello di teoria dei fenomeni aleatori (un copia – copia generale) non mi scandalizza. Era quasi prevedibile che in un esame dove l’orale non è obbligatorio si presentino “persone mai viste che non hanno seguito il corso né studiatoâ€, animate solo dalla speranza di una sbirciatina al collega a lato. E così quasi non ti fa più rabbia che i ‘cazzeggiatori’ di facoltà , studenti che non si meriterebbero questo appellativo, persone da nemmeno un esame all’anno agguantano, senza meritarselo, voti di tutto rispetto, in barba ai colleghi che si sono impegnati tutto l’anno, rimandando impegni per assistere ai corsi e sudando ore e ore sui libroni. Potrei farvi i nomi, ma sarebbe inutile: cose di questo genere avvengono in ogni università , da Cassino a La Sapienza, da Trento al Politecnico di Torino. Da noi, e non lo faccio per vantarmi, ma solo per convinzione di un giusto metodo didattico, per fortuna gli esami col solo scritto sono pochi, così come quelli che prevedono esoneri, si possono contare sulle dita di una mano. Un guaio, per i molti che vogliono laurearsi in tempo, e costretti a perdere settimane su un singolo esame, quello più tosto, quello da una decina di ammessi ad appello, ma nello stesso tempo anche una solida barriera su cui sono costretti a spiaccicarsi quanti credono di vivere di rendita all’università : è dura, è una selezione continua, molti abbandoni e trasferimenti, ma è anche la sicurezza di una preparazione impeccabile, non coltivata sulle spalle di qualche secchione, ma con ore e ore di studio individuale. Ecco perché non c’è posto per la rabbia, ma solo pena per una fortuna (per loro) passeggera, che sai che può solo riempire tre o quattro voci quasi prive di senso nel libretto. Da qui alla laurea, un abisso, in termini di preparazione, di metodo, di applicazione. Il tempo, per fortuna, aggiusterà le cose.
“Fama di loro il mondo esser non lassa;
misericordia e giustizia li sdegna: non ragioniam di lor, ma guarda e passaâ€
[Dante]
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Tuo figlio fa i capricci?
Non dorme?
Non mangia?
Piange in piena notte?
Chiamami. Sarò ben felice di aiutarti.
Anna Maria - Cogne
[meravigliosa battuta (battuta?) sulla newsletter di bastardidentro.com]
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Alcune volte credi che certi personaggi famosi siano immortali. Poi ti svegli un giorno e vedi il titolo a caratteri cubitali “E’ morto Sandro Ciotti” e ripensi alle ore passate alla radio ad ascoltare quelle telecronache così caratteristiche, quella voce cavernosa, quasi metallica, così suggestiva. The ‘voice’ non c’è più. Amara considerazione che il tempo passa, e passa anche per loro.
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Allenamento m. bike del 19 luglio 2003:
percorso: Gaeta – Formia Vindicio – Itri - Fondi e ritorno;
difficoltà : medio - bassa;
distanza totale: 44.7 km;
velocità media: 20.7 km/h;
velocità massima: 48 km/h;
tempo totale: 2 h 10';
note: Percorso completamente piatto, difficoltà quasi ridicola, se non fosse per il caldo opprimente. Allenamento posticipato di un’ora a causa di una foratura.
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