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sabato, 28 giugno 2003

Abito all’ultimo piano. D’estate batte il sole sul tetto da quando sorge a quando tramonta. Non ho l’aria condizionata. Il bagno non è grandissimo, cosicché quando faccio la doccia faccio la sauna allo stesso momento e quando esco sto più sudato di prima. Fuori dei pasti, le uniche cose che metto in corpo sono ghiaccioli e acqua. Bevo da solo tre bottiglie d’acqua al giorno. Tra me e mia madre finiamo un pacco da otto ghiaccioli in due giorni. Vorrei tanto andare al mare, ma sono costretto ad esercitarmi al computer perchè tra qualche giorno ho l’esame di informatica. Il processore del mio pc è un Athlon, che raggiunge temperature intorno ai 60°. Non vi dico la sensazione che si prova quando si entra nella mia stanza surriscaldata, se esco fuori fa meno caldo. Sul mio deodorante spray sta scritto “non esporre a temperature superiori a 50°”. Per evitare problemi, l’ho messo in frigo.
Non ce la faccio più!!!!!
P.S. la faccenda del deodorante è una cazzata, per ora lo tengo in bagno a mio rischio e pericolo, sperando non scoppi.
Scritto da: Riccardo Galletti  alle ore 15:08 | Link
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giovedì, 26 giugno 2003
La scomparsa del prof. Balzano, docente di Analisi ad Ing. Meccanica, che ho appreso ieri l’altro a inizio lezione di Fondamenti di Informatica II, mi ha scosso un po’. Ma forse la cosa più triste, in avvenimenti così spiacevoli, è trovare un clima di indifferenza; nessuno mi aveva avvertito, né aveva nemmeno accennato l’argomento. Non lo conoscevo bene il prof.: lo avevo incontrato, la prima volta, al test d’ingresso, un anno e mezzo fa; vestito sportivo, ciabatte ai piedi, all’inizio non lo avevo nemmeno scambiato per un insegnante, nella mia antiquata ottica secondo la quale tutti i prof., specie ad Ingegneria, dovevano vestirsi di tutto punto, eleganti, cravatta e ventiquattrore. Di lì in poi pochi altri incontri, come in alcune lezioni del corso di Analisi Due: era gennaio, qualche giorno prima della memorabile quanto eccezionale nevicata a Cassino e dintorni che paralizzò il traffico sulla superstrada per diverse ore. L’evento, abbinato al mancato superamento del primo modulo di Analisi mi costrinse ad abbandonare il suo corso. Qualche settimana dopo, sofferente, dovette lasciare la cattedra. Poi più nulla, fino alla notizia di due giorni fa. Altro non voglio dire, meglio un doveroso silenzio.
Scritto da: Riccardo Galletti  alle ore 20:17 | Link
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Auguri a Leandro ‘Yogy’, 23 anni.
Scritto da: Riccardo Galletti  alle ore 20:08 | Link
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La frase
Formia? E’ la fogna di Picinisco. [Vegeta]
Scritto da: Riccardo Galletti  alle ore 19:56 | Link
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lunedì, 23 giugno 2003

il bozzetto vincitore nella gara per la banconota da 1 euro Fate attenzione alla banconota qui a sinistra, per adesso non è nei vostri portafogli ma in un futuro, speriamo prossimo, lo sarà. È il bozzetto che ha vinto il concorso organizzato dal sito Banconote.it, e che verrà presto consegnato al governatore Duisenberg. Se la Banca Centrale Europea accogliesse la richiesta di emettere biglietti del valore pari all'unità della nuova moneta, sarebbe questa l’immagine delle banconote presenti nei nostri portafogli al posto di tante ingombranti e soprattutto pesanti monetine. A dire il vero, mi aspettavo qualcosa meglio, avrei preferito un immagine diversa, magari un personaggio storico, anziché i soliti archi e portali, troppo simili alle (brutte) immagini rappresentate sulla faccia anteriore dei biglietti di taglio superiore. Ma alla fine, belli o brutti, pensiamo a conquistarli, questi biglietti, cosa più importante. Perché, come scrive un imprenditore italiano che vive da anni in Germania - non è giusto che gli americani abbiano i biglietti da 1 dollaro e noi europei non possiamo avere quelli da 1 euro. Qui paragoni con l’Inghilterra, con la sterlina dal grande valore e in cui il ‘pezzo di carta’ più misero vale 5 sterline, non li vogliamo. Per una volta, un giusto esempio dall’altra parte dell’oceano, noi europei americanizzati in tutto e per tutto, non lo vogliamo seguire. Ma perché?
Scritto da: Riccardo Galletti  alle ore 20:15 | Link
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Nel condominio dove abito regna il menefreghismo più totale. Sono quasi due settimane, ormai, che si è fulminato la lampadina nell’abitacolo dell’ascensore: tutti si lamentano, il disagio di sente. La sera, soprattutto chi ha paura del buio, si preferisce salire a piedi, farsi tre o quattro rampe di scale piuttosto che quei 10 o 15 secondi nel fitto buio di un ambiente un metro per un metro: “e si si blocca l’ascensore, come faccio?”, si pensa, perché la luce dà più sicurezza, il non vedere ci terrifica e ci blocca. Ma ci fosse stato uno, dico uno, che si fosse degnato di alzare la cornetta e avvertire l’amministratore del guasto. Non ne parliamo proprio di intervenire di persona, svitare una lampadina lo potrebbe fare anche un bambino, ma nessuno si accolla, più che la spesa, il ‘fastidio’ della riparazione. Per orgoglio o strafottenza, chi con la scusa di abitare al primo piano, che con quella di salire abitualmente le scale a piedi (in questa categoria mi ci metto anch’io) nessuno si prende al briga di sbloccare la situazione. Il lato positivo della faccenda è che si sale più spesso a piedi, piccolo ma salutare movimento, troppo spesso dimenticato in favore del più comodo ascensore: ma basta questo per sopportare tutto ciò?
Scritto da: Riccardo Galletti  alle ore 20:06 | Link
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sabato, 21 giugno 2003

percorso: Gaeta – Formia centro – Trivio – Castellonorato – Gianola e S.Janni - Formia centro - Gaeta
difficoltà: media; distanza totale: 45.5 km velocità media: 19.4 km/h;
velocità massima: 58 km/h;
tempo totale: 2 h 21';
note: ritorno in sella dopo quasi due mesi, e scelgo un percorso non facile, con la dura salita di Trivio e poi di Castellonorato. Durante la 'scalata' solo una pausa, ritmo non velocissimo ma costante nonstante il solleone.
Scritto da: Riccardo Galletti  alle ore 21:36 | Link
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venerdì, 20 giugno 2003
Terza ed ulitma parte: quattro gatti e lo spoglio super - veloce…
L’ultima giornata di voto è segnata dalla relativa tranquillità (direte voi: come se nel precedente ci fosse stato tanto da fare…): pochi votanti, nessuna situazione “imbarazzante”, calma piatta totale. La tenue speranza di raggiungere il quorum covata da alcuni è morta e seppellita, cosicché alla domanda “Come va l’affluenza?” rispondo con un sorrisetto, più che con parole vere. Viene a votare un disabile con accompagnatore: è un certo Bernardino, lo stesso di cui mi aveva parlato un mio amico, cui ai tempi del militare aveva fornito assistenza. La prassi qui è un po’ complicata, c’è da segnare, oltre al numero della carta d’identità e della scheda elettorale del votante, anche quella dell’accompagnatore, poi occorre timbrare sulla scheda del votante ma in quella dell’accompagnatore no, e infine compilare l’apposito modulo riservato al voto di persone con handicap: è l’unica complessità della giornata, a parte il grattacapo di uno che aveva votato con la penna anziché la matita. Si contano i minuti prima delle 15, e c’è sempre qualcuno che vota all’ultimo istante: un ragazzo viene respinto al seggio a fianco, mi chiede “Posso votare al tuo seggio?”. Subito lo spoglio, super – veloce  con la semplice divisione del grande mucchio in quattro gruppi: Sì, no, bianche e nulle. Mi aspetto qualche scritta particolare nei nulli, non di certo come nei casi memorabili della scheda con in mezzo la fetta di salame oppure la foto del pazzo del paese, ma sempre qualche parola fuori dal comune: nulla di nulla, solo inutili doppie crocette, sul sì e sul no. Spogliata anche la seconda urna il mio compito termina qui, a parte di mettere qualche firma sui sigilli e di consegnare pacchi e paccotti delle schede votate, registri e schede non votate al Comune, lì a quattro passi. Il risultato finale è di 245 votanti, poco più di un quarto degli aventi diritto, disfatta, dunque, nel ragionamento fatto da Leonardo: enorme la percentuale dei sì (219, pari a quasi il 90% sul totale dei votanti), com’era prevedibile, pochi gli indecisi. La relativa lentezza della segretaria, - derisa, per questo, pubblicamente da una collega dell’altro seggio - nella compilazione del registro ci fa arrivare terzi nel Virgilio alla consegna dei pacchi al Comune. Strette di mano finali, arrivederci alla prossima. Speriamo.
Scritto da: Riccardo Galletti  alle ore 20:42 | Link
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mercoledì, 18 giugno 2003
Seconda parte: quello strano impiccio dei 50 ‘morti’…
Inizia il giorno più lungo: dalle 8 fino alle 22 chiuso in un afoso bunker, a mettere firma e qualche timbro. Giunto presso le scale del Virgilio, subito vengo ammonito dalla presidente: “E il ventilatore?”. Inutile ogni scusante circa le condizioni non proprio perfette dell’apparecchio o le sue modeste dimensioni, che a malapena basterebbero a rinfrescare una persona: ogni promessa è promessa, e va rispettata. Torno indietro, accompagnato da Antonio; al ritorno già i primi votanti, il solito gruppetto di anziani già in piedi alle cinque di mattina. Imparo in fretta quelle poche, meccaniche azioni tipiche dello scrutatore: a me spetta la registrazione della componente maschile dei votanti del seggio. Sfoglio il registro, e fra l’elenco dei nomi ritrovo qualche conoscente, tra gli altri, a sorpresa, proprio Luca Di Ciaccio, Ludik. A dir poco tragicomico lo status del giovane, registrato come “Bambino in età prescolare – nessun titolo”. Ma non è l’unico errore, c’è una sfilza di persone che non hanno un titolo di studio, o registrati come scolari, pur essendo da anni padri di famiglia. Assurdi i casi di un ingegnere con la licenza elementare e di un odontoiatra senza laurea. Idem per le donne: moltiplicate per i 17 seggi del comune e troverete una lista elettorale aggiornata ad un quindicina di anni fa, se tutto va bene. Tranne i decessi, ovvio, quelli vanno riscontrati subito. Il tempo, anche se lentamente, passa, tra una chiacchierata e l’altra: bassissima l’affluenza nelle prime ore della mattinata, “con questo caldo”, dico, “saranno andati tutti al mare”. La noia comincia a farsi sentire: mi prendo un caffè, una passeggiatina nel corridoio, poi mi diletto a far statistiche sui votanti. Il più anziano, la più giovane, il numero dei votanti all’estero. Ma a colpirmi è il timbro alla fine del registro, indicante 430 votanti maschi, 21 di meno di quelli indicati dalla presidente. Un dubbio mi assale: “Ma non è che abbiamo contato male i votanti?”. E dato che io i cavoli miei non me li faccio mai, registro delle donne in mano, metto alla prova la presidente: “Katia, quanti votanti abbiamo?”. “1015”. “Donne?” “564”. “No, qualcuna in meno” ribatto, mostrando la cancellazione dall’elenco di una elettrice, morta a maggio. Katia non parla. Le mostro il timbro in calce all’ultima pagina col numero definitivo degli aventi diritto al voto, dopo aver depennato i votanti all’estero e, appunto, i morti. “I morti”, ripete la presidente, mani al volto, disperata. Aveva commesso un errore. Un grave errore: avevamo vidimato schede per 1015 persone, non per 965. Avevamo contato anche i “morti”, come se questi potessero uscire dalle loro tombe, farsi un girettino al seggio, presentare la tessera elettorale e votare. Banale errore di distrazione, ma imperdonabile tenendo conto degli anni di esperienza della presidente. Seguono minuti di ansia, , ma poi tutto si risolve. Un po’ mi pento del mio gesto, poi cerco di calmare le acque: “Prima o poi sarebbe venuto a galla. Meglio oggi che domani, no? Eppoi non viene nessuno a votare, avete tutto il tempo di correggere l’errore…se fosse successo alle amministrative?”. Presidente e segretario mi guardano con occhi di fuoco, Antonio, l’altro scrutatore, quasi scoppia a ridere. Sì, lo so, una cinquantina di elettori in più o in meno non è cosa da nulla, ma questa presidente è così di carattere, apparentemente esperta e professionale, in realtà molto insicura e emozionabile, soprattutto di fronte alle novità,come era appunto la situazione imbarazzante che si era venuta a creare. Il tutto, per fortuna, si risolve: qualche modifica al registro ed un grande barbecue a fine serata ed è tutto come prima. Alla fine, come sottolinea Annarita, la segretaria del seggio, è importante non commettere errori nel registro, fra numero dei votanti (cioè di persone che si presentano al seggio e votano) e schede presenti nelle urne. Altri errori sono bazzecole, e comunque risolvibili. E’ giunta ora di pranzo: un’ora di permesso – uscita, appena il tempo di mettere sotto i denti qualcosina e di farsi una doccia veloce. Prime statistiche sul voto: a mezzogiorno votano appena il 10-12% degli aventi diritto. Intanto vengono a trovarci i figli e il marito di Annarita. Ne risulta una bella e perfettina famigliola e Annarita una madre premurosa, quasi soffocante. Si spettegola del più e del meno,complice anche il registro dove si può sapere tutto degli elettori: “Guarda la moglie del parrucchiere a Corso Italia, (ciuciuciù ciuciuciù….) dovete sapere che il fratello una volta ha (ciuciuciù ciuciuciù….), nessuno poteva immaginare che (ciuciuciù ciuciuciù….)!!!”. Antonio fuma una sigaretta fuori, io ascolto un po’ di musica al walkman, tanto non arriva nessuno. Finalmente va via l’insopportabile sole, e con lui la noia: l’epilogo della giornata è segnata dall’arrivo a frotte di persone, proprio mentre si mangiucchia qualche pezzo di pizza per far tacere lo stomaco. Incontro Ludik, il prof. Dario Ciano, insegnante di economia aziendale alla ragioneria: “Ueh, Riccà,” fa, indicando il seggio a fianco al mio, “guarda che belle scrutatrici che ci sono qua!!”. Scattano le 22, operazioni di rito, “congelamento” di registri, urne e schede, appuntamento all’indomani, poco più di otto ore di pausa e si ritorna.

 

[continua nel prossimo post]
Scritto da: Riccardo Galletti  alle ore 20:59 | Link
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21 anni, sto diventando vecchio. 21 anni, adesso potrei anche guidare un camion. Peccato che a malapena so portare un cinquantino. 21 anni, chissà quanti ancora in questa università.
Scritto da: Riccardo Galletti  alle ore 20:39 | Link
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Neanche ricordo quando ho cominciato. Ma ricordo perche’. Dopo il sito, che sapeva tanto di vetrina, ho scoperto il blog che finalmente mi dava la possibilita’ di esprimere quello che volevo: comunicare con gli altri, guardare dall’altra parte del muro televisivo, dove anch’io potevo guardare se non le facce, almeno le parole degli altri. Insomma, finalmente eravamo (siamo) sulla stessa piazza, a confrontarci. Blog su blog (quelli da Kabul e da Baghdad mi hanno convinto che c’era tanta gente disposta a discutere) sono arrivato alle CENTOMILA visite. Un traguardo virtuale che da’ il senso di questo grande, spesso discusso ma cosi’ utile e divertente strumento. E virtualmente, dunque, stasera si fara’ festa. Sei invitato naturalmente anche tu, tutti sono invitati. Mi aspetto regali. Tanti. Ognuno di voi puo’ portare quello che ha. Rabbia, gioia, delusione, gioco. Insomma, parole. Come sempre, parole. Non si chiede altro.Oltre all’anima.

Grande, Pino, auguri!!!
P.S. Prossimamente metterò tutti i link dei tuoi numerosi blog, cioè pinoscaccia.blogspot.com, pinoscaccia.splinder.it, baghdadcafe.splinder.it, kabul.splinder.it.
Scritto da: Riccardo Galletti  alle ore 20:37 | Link
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lunedì, 16 giugno 2003

Il referendum dell’art 18: commenti, impicci e dietro le quinte di un “addetto ai lavori”

Prima parte: i preliminari
25,35% di votanti, un flop incredibile ma preannunciato: è questo il dato registrato a Gaeta (e nemmeno troppo lontano dai numeri nazionali) dell’affluenza alle urne per questo referendum, defunto fin dalla nascita, che rimarrà nella storia come uno delle consultazioni più “snobbate” in Italia. Quest’anno, per la prima volta, sono riuscito anch’io nell’impresa di inserirmi, come scrutatore, in uno della ventina dei seggi del mio piccolo paese, per unire ad una nuova esperienza lavorativa, poco “traumatica” a differenza delle caotiche elezioni amministrative, un facile guadagno di qualche decina di euro, che non fa mai male. Il tutto nasce per caso dall’sms di Luca Di Ciaccio, da dove eravate rimasti, di venerdì: una rinuncia per studio di cui potevo approfittare. Mi presento all’orario prestabilito, le 16 di sabato, davanti al Virgilio, la scuola nei pressi del Comune, la stessa dei miei studi elementari. L’sms indicava la sezione 4, è nel corridoio in fondo a destra: aspetto, con me una ragazza con un foglio in mano, quello che attesta l’assegnazione come scrutatore. Arriva la presidente, una signora in giovane età, piuttosto grassoccia e simpatica, mi fa notare che non risulta il nominativo di Luca, ma che comunque, mancando, per pura coincidenza, un altro scrutatore, potevo prendere il suo posto. A formare il seggio, oltre Katia, la presidente, ci sono Emiliana, 27 anni, esperienza da scrutatrice, Antonio, brizzolato di mezz’età, altro scrutatore novizio. Conclude la formazione il segretario, Annarita, 35 anni circa portati molto bene, già presidente in passate elezioni. Da subito si comincia con i preliminari del sabato: davanti a me, sulla cattedra, ci sono i due pacchi col migliaio di schede azzurre e arancioni da contare, firmare e timbrare. La presidente dà le semplici istruzioni, dividiamo le schede in tre grupponi e poi in pacchetti da cinquanta, tutti vidimati come se dovessero votare il 100% dei votanti: è la prassi perditempo, che vogliamo farci. Il lavoraccio si conclude in tre ore, mentre segretario e presidente fanno i conti con la burocrazia, compilando il verbale. Il caldo opprimente fa pensare ad un rimedio per il giorno dopo “un ventilatore sarebbe l’ideale”. Mi offro volontario nel portare l’oggetto portafrescura, ma anche se le mie intenzioni sono chiaramente scherzose tutti mi prendono in parola: accidenti a me e quanto parlo troppo… La parentesi pre – referendum termina con il sigillo di porte, pacchi, pacchetti e finestre; salutiamo i carabinieri di guardia all’edificio e ci diamo appuntamento a domani, tutti ignari dell’”incidentello” che ci avrebbe aspettato, di lì a poco…
[nel prossimo post la seconda parte]
Scritto da: Riccardo Galletti  alle ore 21:13 | Link
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venerdì, 13 giugno 2003
Eccoci qua, finalmente su Splinder. Esordio in questa nuova locazione avvenuto proprio nel giorno venerdì 13, ma spero mi porti bene. Ho ricevuto, nemmeno un’ora fa, un messaggio sul cell: “ho rinunciato al lavoro di scrutatore per domenica, se ci vuoi andare tu…”. Subito, caro Ludik, subito. Qualche decina di euro fa sempre bene, no? Domani il responso.
Scritto da: Riccardo Galletti  alle ore 20:27 | Link
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    scrutatori, ludik

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giovedì, 12 giugno 2003
Questo è il mio ultimo post che condivido con l’altro blog, ragazzi. No, non sto dicendo che abbandono l’eldorado dei blog, anzi, ma solo che mi trasferisco definitivamente qui. Mi trasferisco su Splinder. Blogspot me l’ha fatto conoscere Ludik più di due anni fa, da quando ho cominciato a leggere le sue avventure in rete. Col tempo però ho conosciuto Splinder, una ricchezza dei contenuti veramente impressionante rispetto alla versione 'basic' di blogspot. Perché non rimanerci?
Scritto da: Riccardo Galletti  alle ore 20:48 | Link
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Mega convegno, oggi a Ingegneria: ‘Telecomunicaziende’, una “brutta crasi”, come definita dal rettore Vigo nel suo discorso d’esordio, ma dal significato importante. Nell’aula magna “Papa” sono intervenuti vari esperti e dirigenti di aziende del settore delle telecomunicazioni, tra cui Vodafone e Ericsson, per discutere l’evoluzione e le prospettive di questo campo nel prossimo decennio. Dal dibattito sono emerse alcune delle complessità di questo mondo in rapida evoluzione e con precise esigenze: quelle di permettere a tutti di accedere, in modo rapido e con le minor problematiche possibili ad una miriade di informazioni. Si è parlato di videotelefonia, di Umts, della 4° generazione dei sistemi radiomobili ma anche, importante per noi studenti, il ruolo dell’ingegnere delle telecomunicazioni e prospettive di lavoro in un settore così legato alle tendenze di mercato e con così grande concorrenzialità.
Scritto da: Riccardo Galletti  alle ore 20:31 | Link
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Migliore grafica ma molta lentezza: questo in sintesi il mio giudizio ai cambiamenti di blogger nella pagina riservata agli utenti che vogliono aggiornare i blog.
Scritto da: Riccardo Galletti  alle ore 20:24 | Link
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200 pesos uruguayani






Beh, a dire il vero queste banconote l’ho inserite materialmente nella collezione più di due mesi fa, ma solo oggi ho trovato il tempo di inserire immagini e schede anche nel sito.
Scritto da: Riccardo Galletti  alle ore 20:21 | Link
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martedì, 10 giugno 2003

PROBLEMI TECNICI, SCUSATE L’ASSENZA

Problemi alle impostazioni TCP/IP del mio rinnovato PC e l’impossibilità di accedere al login di Blogspot dall’aula informatica dell’università mi hanno costretto a questo stop forzato di ben 10 giorni, il più lungo da quando il mio blog è on- line. Qui sotto vi metto i post così come li avreste trovati in caso di normali aggiornamenti.

9.06.03

Un referendum dannoso per tutti
Non so cosa fare, sinceramente, a proposito del referendum del 15 giugno. La mia intenzione era di andare a votare, poi i manifesti elettorali presenti, di un'unica impostazione, mi hanno fatto ricredere. Ieri sera, nello zapping usuale di tarda sera, capito su Raiuno, c’è una specie di tribuna elettorale incentrata sulle ragioni del sì e del no sul referendum. Quattro ospiti in sala, ma il faccia a faccia tra Bertinotti e Brunetta la fa da padrone. Esordisce proprio Bertinotti, fa l’esempio di un lavoratore (fa anche nome e cognome) licenziato perché ha esposto la bandiera della pace in fabbrica (con più di 15 dipendenti), poi reintegrato grazie all’intervento di un giudice che ha di fatto applicato l’articolo 18: “Se, invece di far parte di una grossa fabbrica, lavorava in una piccola azienda con 10 dipendenti, tutt’oggi sarebbe stato senza lavoro”. Commovente discorso, ma pensate cosa succederebbe in Italia se passasse il sì al referendum. Nessun piccolo imprenditore si assumerebbe l’onere di assumere dipendenti, si alimenterebbe il lavoro nero, il precariato, altro che più diritti per i lavoratori. E’ importante la distinzione tra piccola e grossa impresa: il piccolo imprenditore, costretto a licenziare per motivi legati alle difficoltà economiche, una crisi dovuta all’andamento del mercato, sarebbe costretto a mantenere lavoratori perché non li può mandare a casa. Passata la crisi, non è nelle condizioni di assumere, perché deve recuperare i costi di questo assurdo mantenimento. Risultato: rigidità del mercato, meno posti di lavoro, un danno multiplo, ad imprese e lavoratori. Più o meno è l’interpretazione personale del discorso di Brunetta, che condivido tranne per il pessimo inizio: “Bertinotti dice sempre balle”. E’ la verità, ma è comunque un’offesa impronunciabile in un sereno dibattito politico, specie sul primo canale della tivù pubblica. Tornando al discorso, quando il microfono torna a Bertinotti, parole dure contro il contratto in affitto, i Co.Co.Co, la flessibilità. Ma come? Caro Bertinotti, sei contro l’economia moderna. Noi tutti vogliamo, per noi e i nostri figli, un lavoro facile, sicuro, sotto casa e a tempo indeterminato, ma noi tutti sappiamo che è solo un utopia. Non voglio addentrarmi nell’argomento perché non sono un esperto, ma so già che nel futuro, quando avrò lavoro, cambierò svariate aziende, dovrò fare trasferte in mezza Italia, dovrò continuamente aggiornarmi altrimenti sarò tagliato fuori dal mercato del lavoro. La sussistenza farebbe comodo a tutti, ma chi la paga? [commenti alla fine del post del 7.06]

A Formia ritorna Bartolomeo
Alla fine ha prevalso l’unità del centrosinistra, strano a dirsi se consideriamo la realtà nazionale. Sandro Bartolomeo ha vinto sul concorrente Simeone, che non è riuscito nell’intento di riunire altri consensi oltre quelli del precedente turno elettorale. E devo dire che non sono troppo scontento, per quello che mi interessa: Simeone (giudico solo la faccia sui manifesti, per carità), mi stava un po’ antipatico… [commenti alla fine del post del 7.06]

8.06.03

La sfida al ballottaggio di Formia di oggi non è affatto cosa scontata. Bartolomeo, candidato del centro – sinistra, è il favorito e nella prima tornata ha raccolto una percentuale di voti superiore agli altri candidati, presi singolarmente. Ma è proprio questo il punto: il centrodestra, spaccato tra Simeone e Forte, ha stravinto con il 65% dei voti. Ed è questa percentuale, ribadita in rosso gigante nei manifesti in mezzo paese, quella che può fare la differenza: sta tutto negli elettori di Forte (UDC) il responso di queste elezioni formiane. Se la maggior parte di loro appoggerà Simeone, la sinistra sarà sconfitta; ma se boicotteranno i seggi o, peggio, voteranno la controparte, Bartolomeo ritornerà sindaco della città del sud pontino. Chi vincerà? [commenti alla fine del post del 7.06]

7.06.03

Finalmente il nuovo computer, tutta un’altra cosa
Ah, che bello. Niente più problemi, maggiore velocità, Ram abbondante, masterizzatore: era quello che volevo, e che non potevo più pretendere dal mio vecchio Pentium III 500. Adesso, un consistente salto di qualità l’ho fatto col mio Athlon 2400+ 2 Giga (scalda tanto perché lavora ad una frequenza superiore al Pentium: in questo momento è a 52 gradi!!), Scheda madre Asus A7V8X – X KT 400 UDMA 133 LAN, memoria DDR 512 PC333, masterizzatore LITEON (vabbè, ai più sarà una marca sconosciuta, non siamo ai livelli di Plextor e Yamaha, è un po’ rumoroso ma va più che bene) 52x24x52x, Case ATX 400w. Non ho ancora toccato il Bios (queste schede moderne non ce l’hanno più visualizzabile dal Dos, per la verità devo informarmi a come accedere), per eventuali ritocchi (overclock e cose simili che lascio fare ai professionisti), il benchmark del mio pc mi indica una memoria in lettura di 1908 MB/s in lettura (prima col Pentium era di appena 401) e una in scrittura di 610 Mb/s (prima solo 139). Sì, lo so, potrei ottenere di più, ma preferisco qualche centesimo di secondi in più nelle prestazioni piuttosto che portare al limite e rischiare qualcosina sulla stabilità. Adesso il problema più urgente è cosa fare del case vecchio. Se qualcuno è interessato ad acquistare un Midtower con cavo di alimentazione+ processore Pentium III 500 Mega, Scheda madre ASUS P3-BF, memoria 64 MB Sdram PC 100, può contattarmi.




Scritto da: Riccardo Galletti  alle ore 20:13 | Link
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mercoledì, 04 giugno 2003
Interviste a politici, la sofferenza della guerra rievocata dai ricordi di un partigiano, la processione del santo patrono, rappresentazioni teatrali, persino esercizi ginnici in palestra con il commento dell’istruttore: è l’incredibile eterogeneità delle riprese di Antonio Ciano per l’emittente locale Telemonteorlando, che dopo una settimana di stop per “motivi tecnici”, come riferisce lo stesso Ciano, fa capolino nuovamente sulle televisioni del popolo gaetano. Filo comune nei filmati (quasi delle dirette: si filma, di mette indietro la cassetta e si subito “On air”) del network messo su dall’ex candidato a sindaco per la lista civica “Il partito del sud” viene rappresentato proprio dai soggetti che volontariamente o meno , entrano nelle case dei gaetani: gente comune, compaesani degli spettatori a casa che per curiosità , tra una pausa e l’altra del programma preferito si sintonizzano su TMO Gaeta. Un successo che va oltre le aspettative: dopo Telemonteorlando stanno nascendo anche a Scauri e a Formia altre tivù di quartiere, rigorosamente illegali, pronte a percorrere le strade aperte da “Ciano Channel”, come è stato ribattezzato da Gianni, caposquadra nel lavoretto di volantinaggio, pronto a raccontare le “gesta” e a fare il verso di questo nostro concittadino con la passione della telecamera. In bocca al lupo, allora, e speriamo che questa simpatica quanto amatoriale emittente riesca a crescere in qualità.
Scritto da: Riccardo Galletti  alle ore 20:37 | Link
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    gaeta, telemonteorlando, antonio ciano

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Sfortuna nera. Mi perdo la triade dei festeggiamenti locali per il santo patrono, Sant’Erasmo: il tempo piovoso e gli impegni universitari mi fanno mancare a questo spettacolo umano di bancarelle, giostre, cantanti più o meno improvvisati, vu cumprà, porchette e fuochi d’artificio. Peccato. Speriamo di rifarci per la festività di San Giovanni, patrono di Formia.
Scritto da: Riccardo Galletti  alle ore 20:27 | Link
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Nuovo sondaggio, questa volta bimestrale: "Hai paura della Sars?". Cliccate sul link in alto per rispondere....
Scritto da: Riccardo Galletti  alle ore 20:02 | Link
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